45mila i docenti che non hanno aderito al Piano di assunzione volontario

Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio, queste le mete che raccolgono più docenti in mobilità. Si tratta di un vero e proprio esercito di migranti, 3200 solo in Puglia, come dichiarato dai sindacati. Le proteste continuano, soprattutto dopo la mail alle 4 del mattino di Ferragosto, da parte del ministero dell’Istruzione, nella quale è stata comunicata ai 2.182 insegnanti pugliesi delle scuole superiori la sede da raggiungere entro il primo settembre. Ma se da una parte ci sono i docenti costretti ad emigrare nel Nord Italia, dall’altra ci sono gli insegnanti che non hanno aderito al Piano. Il Coordinamento Nazionale Docenti Gae, graduatorie ad esaurimento, in una nota ha infatti comunicato che sono circa 45 mila i docenti ancora iscritti nelle graduatorie nazionali. Si tratta di insegnanti che non hanno aderito al Piano di assunzione volontario proposto dalla legge 107, perchè consapevoli di non poter aderire ad un piano così organizzato. Solo in Puglia ne sono 6 mila, 2 mila in Basilicata che non hanno voluto lasciare le proprie famiglie, allontanandosi dai propri figli e genitori. Ma – si legge nella nota – “al danno si aggiunge anche la beffa perchè oggi chi volontariamente ha aderito a tale piano volontario di assunzione e si trova con il ruolo in tasca, non è però più disposto a partire, privando così dei posti loro spettanti gli altri docenti che al contrario non hanno aderito al piano. Si tratta di azioni che poco hanno a che fare con la coerenza delle loro scelte – prosegue la nota – e che costringono 45 mila docenti che non hanno accettato il ruolo, a rinunciare a quelle cattedre tanto agognate”.

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