TradeIonianCenter, la Provincia ai privati: “Facciamo ripartire Taranto”

imageLa vecchia nave incagliata si può sganciare e può ripartire. Può trovare il largo, Taranto. Sempre che davvero pubblico e privato si mettano sulla stessa rotta. E, cioè, che finanziamenti e proposte si incontrino, per realizzare progetti “che non siano circoscritti – spiega Gianni Azzaro, vice presidente della Provincia – ma che avviino vere e proprie filiere, perché ci sia continuità e, quindi, occupazione”. “Puntiamo a garantire tra i seicento e mille posti di lavoro con il CIS e duemila con il Cds, abbattendo il tasso di disoccupazione fino al 7%, in linea con il dato cui punta il governo nazionale”, prosegue Azzaro e, con lui, l’architetto Terenzio Lomartire, componente del nucleo tecnico centrale del Tavolo istituzionale per Taranto, per conto della Provincia.

Approvato al Tavolo del CIS di Roma, il Cds (Contratti di sviluppo), e’ lo strumento che il pubblico mette nelle mani dei privati, i quali potranno spaziare in quattro aree: il modello di sviluppo terra-acqueo, quello per le identità produttive, della conoscenza e delle identità antropiche. Il tutto racchiuso in un brand: Tradeioniancenter. E, cioè, “lavoro nell’area ionica”. L’obiettivo, infatti, è lavorare su 120 chilometri di costa, e arrivare collaborare anche con la Basilicata ionica.

Semplificando: la Provincia offre gli strumenti, e i privati, da settembre, potranno presentare i progetti. I fondi ci sono, perché rinvenuti dalla ex L.181, per precedente “scarsità progettuale”. Terminologia che, speriamo, non denoti un clima di impreparazione al cambiamento.

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