A Bari il ministro Poletti al convegno “Lavoro, Giovani, Imprese, Territori”

A Bari, si é svolto un convegno dal titolo “Lavoro, Giovani, Imprese, Territori”. Presenti, tra gli altri, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il presidente di Legacoop Puglia Carmelo Rollo, il sindaco di Bari Antonio Decaro e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Al centro dell’incontro “Storie di alternanza scuola – lavoro e di startup cooperative”.

 “Abbiamo aperto questo ‘job center’ qualche mese fa, un ‘job center’ che funziona, dove si fa ‘matching’ tra le aziende che offrono lavoro e le persone che il lavoro lo cercano”.

Lo ha detto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, parlando con i giornalisti della riconversione della ex Manifattura tabacchi, attuale sede del ‘job center’ Porta Futuro che ieri ha ospitato un incontro tra il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e giovani che hanno avviato start-up o partecipato a progetti di alternanza scuola-lavoro.

“Abbiamo un incubatore di imprese” ha spiegato Decaro “diamo la possibilità di mettere insieme le aziende di tutta Italia con le persone dell’area metropolitana di Bari. Ci sono oltre 3.000 iscritti, 185 persone hanno trovato lavoro tramite ‘Porta futuro’ e 500 persone sono partite da qui con i cantieri di cittadinanza. Di quelli terminati, uno su quattro ha trovato lavoro”.

Il sindaco ha riferito che nei prossimi mesi inizieranno i lavori per la riqualificazione della parte superiore della ex Manifattura tabacchi, che sarà la sede del Cnr, mentre al piano terra nascerà ‘Porta Futuro 2’, incubatore di imprese con la quale “aiuteremo” ha concluso il sindaco “le start-up della città di Bari a partire”‘.

Tanti gli argomenti affrontati sia nel corso dell’incontro pubblico che a margine di questo con i giornalisti presenti. “Stiamo lavorando su un progetto nazionale, un piano nazionale per avere uno strumento che garantisca uno standard comune a tutta l’Italia” ha detto Giuliano Poletti, facendo riferimento a quelle regioni, tra le quali la Puglia, che stanno legiferando sul ‘reddito di dignità’ o ‘di cittadinanza’. “Naturalmente” ha aggiunto il ministro “ogni regione su questo versante, con la propria strumentazione, si può mettere nelle condizioni di fare di più e di meglio. Quindi lavoriamo insieme per avere da una parte un reddito di inserimento, che é una condizione che sarà presente in tutto il Paese perchè lo stiamo sviluppando a livello nazionale. Poi avremo un’azione a livello territoriale che ogni regione farà, e noi naturalmente agiamo perché questi strumenti si parlino, si integrino e realizzino il miglior risultato possibile”.

“Rischiamo una stagnazione anche figlia dell’innovazione tecnologica” ha aggiunto poi nel corso dell’iniziativa con giovani creatori di start-up o che hanno partecipato a progetti di alternanza scuola-lavoro. “Il rischio è di avere più tecnologia ma meno dinamismo nell’economia e non lo si risolve bloccando la tecnologia”.

Nel corso della mattinata barese ha anche avuto modo di confermare che sindacati e governo si incontreranno venerdì prossimo (29 luglio), al Ministero del lavoro per fare il punto della situazione prima della breve pausa estiva: “abbiamo convenuto di vederci” ha detto Poletti “per fare il punto sullo stato di avanzamento dei colloqui che abbiamo in corso sia sui temi del lavoro che sui temi delle pensioni”.

E poi la vicenda Natuzzi definita dal ministro “una lunga storia. Noi” ha detto “abbiamo lavorato molto su questo versante, sull’accordo con la Natuzzi. Abbiamo cercato di mettere in piedi tutti gli strumenti, gli ammortizzatori da un lato e di rilancio dall’altro. Adesso naturalmente continuiamo a seguire queste situazioni, nel Paese ne abbiamo diverse. Il nostro sforzo è di non lasciare nessuno a piedi”.

In un incontro al Mise di due giorni fa l’azienda ha comunicato ai sindacati la mobilità per 330 lavoratori, e Cgil, Cisl e Uil hanno risposto proclamando lo stato di agitazione e annunciando assemblee.

“Cerchiamo di fare tutte le operazioni di ricollocamento possibili” risponde il ministro “tutte le gestioni di transizione che si possono fare all’interno di processi, di piani che consentano di avere imprese capaci di stare sul mercato. Noi dobbiamo fare in modo che ci siano aziende che abbiano un loro mercato e la possibilità di fare bene il loro lavoro. Bisogna fare progetti sostenibili nel tempo e noi cerchiamo, con gli strumenti che abbiamo, di aiutare queste imprese, questi territori a fronteggiare le difficoltà”.

Vicenda Ilva di Taranto.  “A me pare che l’Ilva stia facendo un lavoro molto importante per cercare di trovare una strada che dia una garanzia di futuro, perché il vero problema è questo: immaginare una soluzione che sia sostenibile nel tempo. Soluzioni di tamponamento che valgono tre mesi si possono sempre fare per salvare ‘la faccia’ in quella settimana” ha spiegato “ma poi il problema si ripropone. Noi stiamo lavorando ad una soluzione che abbia una sua tenuta, una sua sostenibilità nel tempo. Credo che il lavoro che si doveva fare, si sia fatto”.

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