Ilva: metalmeccanici a Roma: “Fase delicata, non tagliateci fuori”

Decimo decreto salva Ilva verso il voto finale, previsto entro giovedì 14 luglio. Oltre alle contestazioni provenienti da lavoratori, ambientalisti, sindacati, ora anche l’Autorità per l’energia evidenzia un ulteriore rischio: l’aumento delle bollette dell’elettricità.

ILVA MontecitorioLa maggiorazione dei costi per famiglie e imprese e’ una conseguenza possibile al decreto, derivante dallo slittamento al 2018 della restituzione del prestito di 400 milioni, accordato con precedente decreto ai commissari dell’Ilva. Sono a Roma intanto i sindacati metalmeccanici con 150 lavoratori di Taranto. Non vogliono essere tagliati fuori dalla fase di conversione in legge del decreto.

Hanno scritto ai capigruppo della Camera i segretari di FIM, FIOM e Uilm. Siamo convinti che “nella delicatissima fase di cessione/fitto ramo d’’azienda, il Governo non può sottrarsi al confronto” con i lavoratori, e deve garantire “prevalentemente le questioni strettamente legate all’’ambiente, all’’emergenza sanitaria e occupazionale di un Territorio già fortemente provato”.

Hanno presentato le loro ragioni agli onorevoli Bargero, Brighetti e Vico, scesi in piazza Montecitorio ad incontrare lavoratori e sindacalisti. Che la questione occupazionale sia considerata, dovesse passare il decreto, almeno in seno alla Legge di stabilità. Questa la richiesta dei metalmeccanici al Governo.

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