ILVA. Ammesse due delle tre cordate che hanno presentato un’offerta per l’acquisizione del gruppo

Sono due le cordate ammesse alla gara per l’acquisizione dei complessi dell’Ilva. Lo comunicano i Commissari Straordinari di Ilva in Amministrazione Straordinaria, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba.

I soggetti che hanno presentato le offerte corredate dalla documentazione richiesta sono Am Investco Italy srl (ArcelorMittal-Marcegaglia) e AcciaItalia (Cdp Equity-Arvedi-Delfin). I Commissari comunicheranno al ministro dell’Ambiente, la presentazione dei Piani Ambientali.

L’esame preliminare dei piani ambientali sarà espletato da parte del Comitato degli Esperti, costituito in base all’ultimo decreto Ilva. Il Comitato dovrà entro 120 giorni completare l’esame dei Piani, al termine del quale i Commissari negozieranno con i proponenti il contratto definitivo. Le buste con le offerte economiche ed il Piano Industriale, presentate dai due raggruppamenti, sono state segretate e non saranno aperte fino al termine dell’esame ambientale

AcciaItalia Spa (“AcciaItalia”) – è una società partecipata da Acciaieria Arvedi Spa (22,20%) come socio industriale, Cassa depositi e prestiti Spa (44,50%) e DelFinSarl (33,30%) come soci finanziari. Il Cda della newco sarà composto da tre membri e sarà presieduto dal Cav. Giovanni Amedeo Arvedi (Presidente di Finarvedi Spa e fondatore del Gruppo Arvedi di Cremona). In una nota del gruppo è scritto che “con l’offerta presentata oggi la Società si pone l’obiettivo di partecipare alle fasi successive della procedura per la cessione del primo gruppo italiano per la produzione di acciai piani in Italia e fra i principali operatori del settore in Europa”.

ArcelorMittal, gruppo numero uno mondiale dell’acciaio e il gruppo italiano Marcegaglia hanno presentato una offerta in joint-venture che prevede “l’impegno a migliorare le performance ambientali di Ilva, un considerevole programma di investimenti, l’impegno a garantire livelli occupazionali in linea con le migliori pratiche del settore”.

Antonio Marcegaglia ha poi sottolineato: “abbiamo le caratteristiche necessarie a raccogliere e vincere la sfida del rilancio dell’Ilva”.

Il capitale della joint-venture è costituito all’85% da ArcelorMittal e al 15% da Marcegaglia. Il piano prevede l’obiettivo di “incrementare l’utilizzo degli impianti principali di Ilva, portando la produzione annua di acciaio grezzo dagli attuali 4,8 milioni di tonnellate a oltre 6 milioni di tonnellate entro il 2020, e di mantenere operativi almeno tre altiforni”.

Il piano di investimenti previsto nell’offerta è finalizzato “all’ottimizzazione della capacità delle risorse di Ilva, all’aumento dei suoi livelli di produttività e alla riqualificazione delle prestazioni aziendali in termini di salute e sicurezza” Il piano prevede ancora “l’introduzione di nuove e innovative varietà di acciaio che consentano l’aumento del numero di prodotti siderurgici ad elevato valore aggiunto offerti da Ilva”.

Nel piano di evidenziano anche “le significative economie di scala di cui Ilva godrebbe entrando a far parte del gruppo ArcelorMittal, sfruttandone le competenze globali in tema di ricerca e sviluppo, la rete distributiva e di vendita, il potere d’acquisto, le tecniche di produzione e la profonda conoscenza del mercato”. (ANSA).

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