Total in Basilicata non ignori le maestranze lucane, note di Latronico (Cor) e Pedicini (M5S)

“La Total non può fare investimenti in Basilicata ed ignorare le maestranze lucane. Su 1.300 addetti solo il 24% sono lavoratori lucani e questi dati non possono lasciare indifferenti le autorità di governo regionali e nazionali”.

Cosimo Latronico alla CameraLo scrive, in una nota, l’on. Cosimo Latronico (Cor). Secondo il parlamentare lucano, “se neppure nella fase di cantiere si riesce a far rispettare alle concessionarie petrolifere, in questo caso Total, la priorità di garantire le opportunità di lavoro ai disoccupati lucani siamo all’incredibile. Chiederemo ai ministri del Lavoro e dell’Industria di intervenire con immediatezza per correggere una modalità che mortifica i territori già esposti ad impatti ambientali negativi. Andranno chiarite anche le modalità di frazionamento degli appalti che – conclude Latronico – stanno impoverendo le commesse, rendendo meno trasparente il reclutamento dei lavoratori e la selezioni delle competenze”.

“Oltre al danno anche la beffa. Il mancato rinnovo dei contratti ai lavoratori locali che stanno costruendo il Centro Oli Total di Tempa Rossa per essere sostituiti con manodopera a basso costo proveniente dalla Polonia e dall’Est Europa, è un’ulteriore offesa ai lucani e al rispetto del territorio”.

Lo sostiene l’europarlamentare Piernicola Pedicini (M5S), “Lo denunciamo da anni e – aggiunge – la situazione peggiora diPiernicola Pedicini - Europarlamentare M5S giorno in giorno. Le estrazioni petrolifere in Basilicata provocano povertà e danni sulla pelle dei cittadini e servono solo a far aumentare i fatturati delle multinazionali delle trivelle e ad alimentare le clientele e le commistioni politico affaristiche. La Total non può trattare la Basilicata come una colonia e approfittare delle scellerate norme pro estrazioni imposte dal governo Renzi per tutelare le lobby di Trivellopoli. Come sta dimostrando l’inchiesta della magistratura, gli impianti petroliferi stanno creando solo devastazioni alla Val d’Agri e all’area del Sauro Camastra in provincia di Potenza. Distruggono l’ambiente, l’agricoltura e il turismo e, in più – conclude – generano posti di lavoro precari e provvisori”.

 

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