Bando Leader 2014-2020. Anci e Pensiamo Basilicata propongono 4 aree interne

Un inquadramento generale, ad iniziare dalla gestione economica dei GAL attivi fino allo scorso dicembre 2015 e proposta di attuarne 4 piuttosto che 5 come reso noto dalla Regione Basilicata.

E’ quanto emerso, presso la sede di Confartigianato a Potenza, nell’incontro promosso insieme ai sindaci lucani da Anci e manifesto Pensiamo Basilicata.

Per il coordinatore, Paolo Laguardia, un momento di sintesi, utile a pianificare ed intercettare le opportunità della nuova programmazione con la misura Leader 19 del Piano di sviluppo rurale 2014-2020. In ballo ci sono 110 mln di euro, “da gestire non a pioggia – è emerso dalle associazioni imprenditoriali – ma da proiettare in una dimensione di coesione, punto fondamentale oltre le disquisizioni di perimetro dei nuovi Gruppi di Azione Locale”, previsti con il 49% di rappresentanza massima del pubblico e interessi del 10% e che il prossimo mercoledì saranno oggetto di un incontro presso l’ente regionale che ne analizzerà la situazione economica e l’eventuale chiusura in bonis. Quanti di questi avranno i conti in regola e potranno partecipare anche alla nuova programmazione? Domanda posta dal presidente lucano della Confederazione Italiana Agricoltura, Donato Di Stefano, il quale ha elencato le altre criticità del bando e spiegato la proposta d’istituire le quattro aree, escludendone una cosiddetta “interna”: la prima ricadente nel Bradano e collina materana, la seconda Val d’Agri – lagonegrese, terza del Basento – Camastra e Marmo – Melandro e quarta del Vulture Alto Bradano.

L’ANCI, infine, ha ribadito l’importanza di far partire l’economia e risolvere i problemi sociali ad iniziare da disoccupazione e spopolamento. L’occasione suona come un ultimo treno utile per non ripetere gli errori commessi in passato sulla governance del primo settore.

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