Da Bari il presidente INPS lancia messaggio distensivo ai consulenti del lavoro e parla ai giovani

Tito Boeri nel capoluogo pugliese per la presentazione del libro “La previdenza sociale nella realtà pugliese – esperienze di politiche attive di sviluppo e azioni di miglioramento continuo”

Ripercorrendo la vicenda delle violazioni di 65mila imprese sugli esoneri contributivi, il presidente dell’Inps ha lanciato un messaggio distensivo nei confronti dei consulenti del lavoro auspicando che la collaborazione con il loro Ordine, nel contrasto “ai pochi intermediari scorretti, sia rafforzato nei prossimi mesi”.

Boeri ha sottolineato che “più intermediari sono presenti e assistono l’impresa, più alta è la probabilità che l’impresa abbia commesso una violazione grave”, cioè quella in cui il datore di lavoro ha licenziato il dipendente per poi riassumerlo e usufruire degli esoneri. Boeri ha ricordato che ieri ha convocato gli Ordini dei commercialisti e dei consulenti del lavoro, per spiegare loro che “questo non si deve a un comportamento fraudolento della stragrande maggioranza degli intermediari che in realtà si comporta in modo corretto. Ma unicamente al comportamento di alcuni intermediari che, in modo sistematico, tendono a proporre ai datori di lavoro questi comportamenti. Il problema è in alcuni recidivi piuttosto che nell’insieme dei consulenti che sono sicuramente persone che danno un servizio di qualità alle aziende”.

“Ci sono sicuramente casi di recidività frequente” ha continuato “abbiamo intermediari che hanno fatto fino a sei trasmissioni con violazioni, per circa 300 posizioni lavorative”, quindi “si tratta di un fenomeno che può essere isolato”.

Ieri, ha ricordato il presidente dell’Inps, “il presidente dell’ordine dei commercialisti ha firmato con noi un comunicato e si è impegnato a lavorare con noi per isolare questi comportamenti che sono davvero marginali ma che rischiano di screditare la categoria degli intermediari. I consulenti del lavoro hanno manifestato nella riunione un atteggiamento positivo, poi purtroppo devo dire con rammarico che non hanno voluto firmare quel comunicato. E oggi hanno anche preso sulla stampa una atteggiamento in cui hanno chiesto, con toni rivendicativi nei confronti dell’istituto, di dare loro l’elenco degli intermediari”.

“Noi” ha proseguito “siamo più che disponibili a farlo, tra l’altro in alcuni casi li trasmetteremo innanzitutto all’autorità giudiziaria”. “Questa parziale defezione” dei consulenti del lavoro, ha evidenziato Boeri, “che mi auguro sia sola temporanea, ha tolto alla nostra iniziativa un po’ di quella capacità di deterrente”.

Per Boeri “la collaborazione degli Ordini serve a far capire a questi pochi, sparuti intermediari che agiscono in modo scorretto, che l’attenzione nostra e degli Ordini è fortissima nei loro confronti. E che questi comportamenti non verranno tollerati”. “Speriamo – ha concluso – che questo messaggio arrivi a destinazione e che queste persone cessino subito questi comportamenti. Perchè ci sono altri moltissimi casi in cui si può utilizzare impropriamente incentivi e sprecare risorse pubbliche”.

Lavoro: a fianco ministero per tracciabilità voucher. Parlando dell’uso improprio dei voucher e della sua necessaria tracciabilità che definisce “una misura giusta”, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, oggi a Bari, ha detto che “metteremo a disposizione del legislatore, del ministero, tutte le informazioni che raccogliamo: speriamo questo ci permetta di governare meglio questo fenomeno che ha vissuto una crescita molto forte negli ultimi anni”.

Parlando con i giornalisti ha rilevato che “il voucher è uno strumento che viene utilizzato in modo molto diverso da quello che era stato inteso dal legislatore. Quindi senz’altro è opportuno regolamentarlo meglio”. “Sicuramente – ha proseguito – la tracciabilità è una misura molto utile perchè evita, in molti casi, questo utilizzo postumo del voucher, per coprire prestazioni svolte senza alcuna copertura assicurativa. E che spesso hanno comportato un numero di ore lavorative superiore”.

Inps: fruizione indebita 600 milioni di esoneri in tre anni. “A fronte delle irregolarità” riscontrate negli esoneri contributivi, “ci sarebbe una fruizione di esoneri, nelle nostre stime più prudenziali, di circa 600 milioni di euro nel giro di tre anni: si tratta di cifre ingenti”. Il presidente Inps ha poi ricordato che “nel caso dell’esonero contributivo triennale, ci sono stati non pochi casi di posizioni che hanno usufruito dell’esonero indebitamente: circa 65mila imprese per circa 113mila posizioni”.

Boeri ha sottolineato come“ci sono due violazioni ricorrenti: una che riterrei lieve, e mi riferisco alla condizione secondo cui il lavoratore non doveva aver avuto, nei sei mesi precedenti, un contratto di lavoro a tempo indeterminato anche presso altre aziende; e poi quelle violazioni gravi, che si riferiscono alla condizione secondo cui il lavoratore non doveva aver avuto un contratto a tempo indeterminato presso la stessa azienda che chiede l’esonero”.

“In questo caso” ha evidenziato “c’è il sospetto che il datore abbia licenziato il lavoratore per poi riassumerlo e usufruire dell’esonero. Questa è una violazione grave e penalmente perseguibile”.

Il presidente dell’Inps ha detto che “abbiamo fatto un’analisi approfondita e scoperto una cosa che ci ha non poco preoccupato: tra queste imprese che hanno violato in modo grave le norme, sono sovrarappresentate quelle assistite da consulenti del lavoro e commercialisti. Il 92% delle imprese che ha commesso queste violazioni sono assistite da intermediari. Solo l’8% delle imprese non assistite sono coinvolte in queste violazioni. E se guardiamo le imprese regolari, la percentuale di imprese non assitite è doppia, attorno al 16%”.

Pensioni, Boeri ai giovani: attenti alle nuove figure contrattuali. “Soprattutto i giovani devono seguire la loro storia contributiva quando inizieranno a lavorare: devono stare molto attenti a che i loro contributi vengano versati perché nell’ambito di nuove figure contrattuali, oggi molto diffuse nel nostro paese e mi riferisco soprattutto al para-subordinato, spesso i datori di lavoro versano pochi contributi, magari illudono il lavoratore con un salario netto più alto ma che non è coperto previdenzialmente, in modo assicurativo”.

Per il capo dell’Inps “è molto importante dare questo messaggio di verità e far capire ai giovani le implicazioni di un inizio tardivo della propria carriera contributiva”.

“Il nostro impegno nell’informare i cittadini” sulla loro situazione previdenziale, ha aggiunto, “credo sia apprezzato perchè per troppo tempo, nel nostro Paese, per paura delle conseguenze di queste informazioni, non si è voluto dare queste informazione ai contribuenti”. “Devo dire che in alcuni casi” ha concluso “le notizie non sono belle, ma la stragrande maggioranza di coloro che ricevono le comunicazioni ci ringrazia, perché hanno la possibilità di rispondere per tempo e, se possibile, agire di conseguenza”. (ANSA)

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