Vertenza Datacontact. Precisazioni della direzione aziendale dopo incontro coi sindacati

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

A seguito delle informazioni diffuse a mezzo stampa e relative all’incontro sindacale richiesto dalla società Datacontact e tenutosi nella mattinata di mercoledì 27 aprile, sono doverose alcune precisazioni.

Lo scopo della riunione era dare seguito al contenuto dell’accordo sottoscritto in data 14 aprile presso il Ministero dello Sviluppo Economico, pur in assenza della scrivente in quanto non invitata al tavolo delle trattative che direttamente riguardavano i suoi lavoratori, in prossimità delle date indicate in sede ministeriale per l’assunzione del personale presso il nuovo appaltatore del servizio 119 Tim e della scadenza del periodo transitorio necessario alla armonizzazioni contrattuali al 30 aprile.

Ad oggi il personale, pur in assenza del servizio presso la sede di Matera di Datacontact, continua ad essere in organico della società, seppur posto in ferie e con ulteriori oneri non previsti, proprio per consentire il passaggio sancito dall’accordo finale di una trattativa gestita con modalità inconsuete e, soprattutto, con una perpetuata carenza di informazioni ufficiali delle Parti al tavolo delle trattative nei confronti dei lavoratori direttamente coinvolti da tali determinazioni.

Per le informazioni disponibili alla data odierna e verificabili attraverso i consueti strumenti di consultazione delle Camere di Commercio, la subentrante new-co pare essere non ancora costituita e pertanto diventa difficile prospettare, ai lavoratori in primis, il rispetto del contenuto e delle tempistiche di un accordo a molti ancora non noto.

Il tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali territoriali e le rappresentanze aziendali di CGIL, CISL, UIL e UGL proseguirà sabato 30 aprile, data finale prevista dall’accordo siglato al Mise per l’armonizzazione e le conseguenti assunzioni.

In assenza di dati certi relativi alle modalità e alle tempistiche di passaggio del personale, la società si troverà costretta a riaprire un formale tavolo di trattative in sede istituzionale locale, richiamando le Parti sottoscrittrici dell’accordo del 14 aprile al suo rispetto, riservandosi tutte le azioni conseguenti a ristoro degli ulteriori danni economici e di immagine generati da tale modalità di gestione di una trattativa complessa, le cui tempistiche complessive avrebbero già dovuto vederla conclusa.

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