Piano olivicolo nazionale: le considerazioni di Coldiretti Puglia e Basilicata

olio2La Conferenza Stato Regioni ha approvato il Pon, il primo Piano Olivicolo Nazionale, con un investimento complessivo di 32 milioni di euro che saranno destinati alla riorganizzazione e alla promozione del settore, in aggiunta a quelli che ciascuna regione programma con i Piani di sviluppo rurale, puntando innanzitutto all’incremento della produzione, vista la crescente domanda mondiale di olio Made in Italy. Solo in Italia, nel 2015, i consumi sono saliti del 17% a dimostrazione dell’importanza dell’alimento nella dieta mediterranea.

Coldiretti Puglia e Basilicata, in due distinte note, hanno commentato l’approvazione del documento: “l’incremento del prodotto è necessario se vogliamo far sì che l’Italia riduca al massimo le importazioni – ha detto il presidente pugliese, Cantele – e l’annata 2015 è già da annoverare fra quelle dei record se si considera che soltanto la Puglia ha prodotto circa 170mila tonnellate di olive, con un più 25% rispetto all’anno precedente”.

“In condizioni ottimali la produzione di olio extra vergine di oliva della Basilicata con 5 mila tonnellate all’anno rappresenta il 6% della produzione lorda vendibile regionale e circa il 2% di quella nazionale”, ricorda invece il presidente lucano, Quarto, aggiungendo che “l’importanza del comparto anche in Basilicata ci deve spingere a difendere tale simbolo del Made in Italy e della dieta mediterranea”.

Il Pon, inoltre, prevede misure destinate alla promozione dei prodotti e a una più forte organizzazione di filiera.

“Anche rispetto a questi temi – dice il presidente di Confagricoltura Puglia – la nostra regione è all’avanguardia. Basti considerare che la maggior parte delle Op olivicole, le organizzazioni produttive che rispondono proprio a queste esigenze, sono concentrate proprio in Puglia e somma al proprio interno quasi il 90 per cento dell’intero prodotto nazionale”.
Coldiretti Basilicata, invece, consiglia ai consumatori di guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100% da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi ma non a meno di 6-7 euro al litro”.