Coldiretti, a Bari in 4.000 in difesa del Made in Italy

coldirettiQuasi quattromila agricoltori con oltre trecento trattori – secondo dati diffusi dalla Coldiretti – stanno manifestando a Bari in occasione della manifestazione ‘le mani dell’Europa nel piatto’ organizzata nel teatro Team dalla organizzazione degli imprenditori agricoli per la difesa del made in Italy. A spiegare il senso della manifestazione il presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo: ‘Oggi esprimiamo cordoglio per l’attentato di Bruxelles, ma non possiamo non cogliere opportunita’ di fare profonda riflessione – ha detto – su una Europa che fa fatica a prendere decisioni politiche comuni su temi importanti come i migranti e la sicurezza e che invece trova molto agevole prendere decisioni talvolta assurde sul diametro minimo delle vongole piuttosto che sulla possibilita’ di fare formaggi senza latte, sulla continua apertura a importazione di prodotti a basso costo’.  ‘L’Europa – ha aggiunto il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – ci mette i bastoni tra le ruote. Non dimentichiamo che da un punto di vista normativo e’ matrigna per i suoi provvedimenti penalizzanti per l’agricoltura italiana e pugliese. La trasparenza nell’etichettatura e’ unico modo per
difendere la nostra capacita’ di produrre buon cibo’.

‘Crollano i prezzi nelle campagne italiane: dal -43% per cento dei pomodori al -27% per il grano duro fino al -30% per le arance rispetto all’anno scorso’. E’ quanto ha lamentato la Coldiretti davanti a migliaia di agricoltori che si sono mobilitati a Bari con i loro trattori per difendere l’agricoltura italiana che rischia di scomparire lungo la penisola perche’ le quotazioni in campagna sono al di sotto dei costi di produzione.  ‘Anticipo dei calendari di maturazione, accavallamento dei raccolti, varieta’ tardive diventate precoci, con eccesso di offerta prima e crollo della disponibilita’ poi, sono – secondo l’associazione agricola – solo alcuni degli effetti dell’andamento climatico anomalo sulle coltivazioni che subiscono anche la pressione delle importazioni, determinate da accordi agevolati’. ‘E’ il caso – si spiega in una nota – delle condizioni favorevoli che sono state concesse al Marocco per pomodoro da mensa, arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva, all’Egitto per fragole, uva da tavola, finocchi e carciofi, oltre all’olio di oliva dalla Tunisia. L’Egitto invece – aggiunge la Coldiretti – nel periodo compreso tra il primo febbraio ed il 14 luglio puo’ esportare a dazio zero uva da tavola nei territori dell’Ue con un impatto sulla produzione nazionale che nel Mezzogiorno arriva sul mercato gia’ a partire da maggio. L’accordo con il Marocco – sostiene Coldiretti – e’ fortemente contestato dai produttori agricoli perche’ nel Paese africano e’ permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa, ma anche perche’ le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera. Il risultato e’ che le quotazioni al produttore agricolo sono praticamente dimezzate rispetto allo scorso anno su valori inferiori ai costi di produzione, che sono insostenibili e mettono il futuro della coltivazione in Italia’. (ANSA).

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