Gianni Rosa: “Inesistente politica regionale sul lavoro, Pittella riferisca in Consiglio”

Il capogruppo Lb-Fdi invita il presidente della giunta regionale “a dire quali provvedimenti vuole attuare per far fronte, questa volta seriamente, al problema del lavoro che da noi rappresenta una vera e propria piaga sociale”

“La nostra analisi sulla situazione dell’occupazione in Basilicata, fatta ad inizio anno e in contrapposizione ai dati sbandierati da Pittella, trova conferma nei recenti dati resi pubblici dall’Istat”.

Marcello Pittella

Marcello Pittella

Per il consigliere dei Fratelli d’Italia l’aumento delle assunzioni nel 2015 è dovuto, massimamente “agli esoneri contributivi statali: il 62% dei contratti a tempo indeterminato (sia nuove assunzioni che trasformazioni di rapporti a tempo determinato) conclusi in Regione nel 2015 sono da attribuirsi agli incentivi. Ovvero si è assunto perché una norma nazionale prevedeva un beneficio economico di € 24.000 per ogni nuova assunzione”.

Quindi per il consigliere regionale di opposizione alcun merito alle politiche regionali come invece “sostiene a gran voce, in ogni occasione, Pittella”.

“L’inesistenza di politiche regionali sul lavoro, trova ulteriore conferma dagli stessi dati Istat, che certificano che, a gennaio 2016, le assunzioni sono diminuite rispetto a gennaio 2015 del 57,7%: ovvero si è passati dalle 1.436 del 2015 alle 608 del 2016, solo perché il beneficio economico si è ridotto a 6.500 €”.

Speriamo che adesso sia chiaro, anche alla luce di questi dati ufficiali, che Pittella venga in Consiglio regionale e ci dica quali provvedimenti vuole attuare per far fronte, questa volta seriamente, al problema del lavoro che da noi rappresenta una vera e propria piaga sociale.

Non c’è da essere assolutamente contenti. Assistere impassibili alla famiglie lucane che si disgregano non è tollerabile. Oggi più che mai il problema va affrontato ed è doveroso cambiare metodo. Basta con politiche di assistenza che creano estemporaneità nei benefici, il lavoro si crea rafforzando il tessuto imprenditoriale, concetto che da noi non attecchisce poichè meglio avere sudditi che liberi imprenditori.

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