Olio Tunisino. L’Europa da il via libera all’importazione di 35mila tonnellate (senza dazi)

Il ministro Martina: “Rimango fermamente contrario a qualsiasi aumento permanente del contingente di olio tunisino”

OLIO:50 ANNI FA NASCE L'EXTRAVERGINE PRINCIPE MADE ITALYLa plenaria di Strasburgo ieri ha dato l’ok finale al pacchetto di aiuti d’urgenza alla Tunisia, che comprende il Regolamento che permette l’importazione di 35.000 tonnellate aggiuntive di olio d’oliva senza dazi nell’Unione europea.

Il voto era stato sospeso il 25 febbraio, mentre due giorni fa il Coreper ha recepito gli emendamenti tecnici e comunicato che avrebbe adottato il testo che sarebbe passato al Parlamento europeo. L’aula ha approvato con 500 sì, 107 no, 42 astenuti.

“Rimango fermamente contrario a qualsiasi aumento permanente del contingente di olio tunisino”. ha dichiarato il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina.

Il provvedimento infatti è temporaneo, cioè valido solo per due anni ed è relativo all’olio d’oliva di cui si garantisce la tracciabilità, quindi interamente prodotto in Tunisia e trasportato direttamente da questo Paese nell’Unione europea.

É prevista inoltre una valutazione intermedia dell’impatto delle misure sul mercato europeo e l’impegno ad aggiornarle, nel caso dovessero rivelarsi dannose per i produttori dell’Ue.

“Come Ministero delle politiche agricole” ha proseguito il ministro “abbiamo posto delle condizioni chiare sull’attuazione e sulle quote mensili dei contingenti e su questi punti non intendiamo cedere. Se non avremo garanzie continueremo a opporci all’adozione del regolamento da parte della commissione”.

“Nel frattempo gli organismi di controllo del Ministero, a partire da Capitanerie di Porto, Corpo forestale e Ispettorato repressione frodi intensificheranno le ispezioni ai porti sul prodotto in arrivo. La filiera dell’olio italiano è tra le più controllate in assoluto e negli ultimi due anni abbiamo alzato il livello della risposta contro possibili frodi come mai accaduto in passato”.

Il testo attende ora solo l’imprimatur del Consiglio Ue (una mera formalità) ed entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, una volta che i due co-legislatori l’avranno firmato durante la sessione plenaria di aprile.

“È inaccettabile che deputati Eu non si siano opposti a questo modo ridicolo di aiutare l’economia tunisina danneggiando nostra olivicultura” scrive su Twitter il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Insorge dai banchi che presiede nel Consiglio Regionale di Puglia Mario Loizzo:

“una minaccia pesante per gli olivicoltori, sono affianco a tutte le organizzazioni e agli operatori agricoli che protestano contro questo colpo letale al vero oro verde, che è solo quello pugliese e italiano”.

Luca Lazzaro, presidente di Confagricoltura Taranto sottolinea che dopo la vicenda sul latte, gli agrumi e il grano questo è un ulteriore attacco all’agricoltura italiana.

“Dobbiamo subire la caduta dei prezzi del grano pugliese e del latte fresco alla stalla, così come l’ingresso di olio d’oliva tunisino che destabilizzerà il nostro mercato, visto che l’Italia è il maggiore importatore d’Europa e la Puglia il maggior produttore italiano: un accordo fatto sulla nostra pelle”.

Il senatore pugliese di Forza Italia, Michele Boccardi rivolge un appello al governo italiano:

“Adesso ci aspettiamo che il governo prenda adeguati e concreti provvedimenti per tutelare tutte quelle aziende italiane che verranno danneggiate da questo scellerato accordo”

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