Basilicata. Ore di apprensione per i lavoratori Datacontact

Vertenza DatacontactSono ore di apprensione per i lavoratori Datacontact operativi sulla gestione commessa inbound “Telecom 119”, la cui proroga trimestrale è in scadenza al 31 marzo prossimo. In attesa di sviluppi si registra una nota della Ugl.

“Dura e incalzante è la nostra ferma posizione sulla vertenza Datacontact dove abbiamo sempre e fortemente chiesto e ritenuto che da Telecom, Regione Basilicata e Mise ci fosse il prosieguo di un confronto ‘a bocce ferme’ per avviare una trattativa per mantenere i posti di lavoro, tutti”. E’ quanto dichiarato dal segretario Ugl Matera Pino Giordano e provinciale Brunella Filotico secondo i quali tra le tante vertenze lucane, quella che riguarda la sede materana del contact center evidenzia uno scenario “assente di confronto e di relazioni sindacali” mai visto in questi anni.

“Dal primo gennaio” dichiarano “sembrerebbe che ci siano stati incontri tra Mise, Telecom, Regione Basilicata, Datacontact e nuovi probabili gestori ma sia al sindacato che ai lavoratori, non è stata concessa la minima possibilità di informazione e confronto bensì, ricevendo esclusivamente notizie infondate e confuse da ‘corridoio’”.

L’appello della sigla sindacale è rivolto sia al principale committente di Datacontact che alle istituzioni a non giocare con il destino delle circa 400 persone prevalentemente giovani e di sesso femminile .

Per questo, aggiungono nel comunicato “abbiamo chiesto che la Regione obblighi e urgentemente tutti a sedersi in un imminente tavolo istituzionale e approfondisca la problematica evitando, che si arrivi al 31 marzo con un nulla di fatto”.

Sulla vertenza si esprime anche il consigliere regionale Castelluccio, che sul tema rispetto all’azione istituzionale prosegue

“Nessuno chiede forzature in processi aziendali ma bisogna pur ricordare a Telecom gli impegni assunti nei confronti dei lavoratori. L’esigenza prioritaria è quella di assicurare la continuità di svolgimento della commessa a Matera e su questo il Governo, attraverso il Mise, è chiamato a svolgere un ruolo di primo piano. Prima di tutto si pone la necessità di mettere fine alle tante e differenti ipotesi che circolano ufficiosamente e di ristabilire serenità tra i lavoratori interessati che equivalgono ad altrettante famiglie e che coinvolgono anche gli altri 900 dipendenti della Datacontact, per un numero complessivo di posti di lavoro che per la realtà materana ha lo stesso ‘peso’ della Fca di Melfi. Trovarsi a fine mese di fronte al ‘fatto compiuto'” conclude il consigliere di Forza Italia “è l’evenienza da scongiurare”.

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