Dopo il ricorso pugliese la Consulta “boccia” norme “Sblocca Italia”. Emiliano: “altra notizia bomba”

L’approvazione dei progetti, dei piani di ammodernamento delle infrastrutture ferroviarie e l’esame dei contratti di programma tra l’Enac e i gestori degli scali aeroportuali di interesse nazionale deve avvenire con il coinvolgimento delle Regioni interessate.

Corte CostituzionaleCon questa motivazione la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità delle misure sulle riapertura dei cantieri dello Sblocca Italia nella parte in cui non lo prevedono. La sentenza, la n. 7 di quest’anno, relatore il giudice Giorgio Lattanzi, è stata depositata oggi.

Alla base, un ricorso della Regione Puglia che riguarda la tratta ferroviaria Napoli-Bari

Ritenendo violati gli articoli 117 e 118 della Costituzione sulle competente Stato-Regioni, la Regione Puglia ha sollevato questione di legittimità costituzionale impugnando una serie di commi dell’art. 1 del decreto-legge 133/2014, lo Sblocca Italia, appunto.

E in particolare le norme che si riferiscono alle opere della tratta ferroviaria Napoli-Bari; quelle che attribuiscono al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti la redazione del Piano di ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria, per individuare le linee su cui intervenire con opere di interesse pubblico nazionale o europeo; e le misure che assegnano un termine acceleratorio ai fini dell’approvazione, da parte del Ministero dei contratti di programma tra l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e i gestori degli aeroporti di interesse nazionale.

La Corte ha ritenute fondate tutte e tre le questioni poste, disponendo, in sostanza, il coinvolgimento della Regione interessata per l’approvazione dei progetti; il parere della Stato-Regioni per il via libera al piano di ammodernamento delle opere; e il parere della Regione sui contratti di programma Enac-gestori.

“Consulta” ha commentato il presidente della Regione, Emiliano “ritiene che lo Sblocca Italia, nella misura in cui viola l’articolo 117 della Costituzione, quindi il riparto di competenza tra Regioni e Stato, sia incostituzionale. E’ una cosa molto rilevante”.

Esulta anche l’ex governatore Vendola “Sono orgoglioso di aver messo la mia firma su quel ricorso contro una legge sbagliata e autoritaria”.

“La sentenza della Corte Costituzionale sul cosiddetto ‘Sblocca Italia’” prosegue l’ex governatore pugliese “è un colpo duro alle pretese del governo Renzi di mettere la museruola alle comunità locali, e alla democrazia. Occorre al contrario limitare lo strapotere delle lobbies economiche che pensano che i territori siano docile preda per le loro stagioni di caccia”.

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