Petrolio. Le imprese dell’indotto Val d’Agri chiedono impegno dalla Regione Basilicata

Imprese IndottoProtestano a centinaia. Sono i lavoratori del comparto petrolifero in Val d’Agri, organizzati in presidio dinanzi la Regione Basilicata per denunciare il clima di pregiudizio nei confronti dello sfruttamento dell’oro nero lucano, da opportunità, divenuto enigma per il futuro.

Per la prima volta, gli imprenditori e loro dipendenti hanno chiesto autonomamente il pieno rispetto degli accordi sottoscritti nel 1998 tra l’ente di Viale Verrastro e la Eni, presente in terra lucana con la finalità dichiarata da tempo di farne un centro della cultura energetica in Italia.

Proprio dagli ultimi dati 2014, contenuti dal local report fornito dalla multinazionale, emerge l’indotto che ruota intorno al più grande giacimento di petrolio e gas dell’Europa continentale: 3.530 occupati, in aumento del 23,2% rispetto al 2013 e con 60% lucano, e 125 aziende, di cui 36 locali. Numeri che rimandano alla mole di investimenti per centinaia di milioni di euro già sostenuti dai stessi privati, sempre più preoccupati delle lungaggini burocratiche che ostacolerebbero la crescita ed il miglioramento delle professionalità.

Oltre alla protesta, un documento contenente 1800 firme è stato consegnato alla Giunta lucana con una delegazione che ha poi incontrato il presidente Marcello Pittella. Dal canto suo, la Regione Basilicata ha confermato lo stato dell’arte, tra iter istruttorio ed autorizzativo riferito al 2012 già in itinere, che assicurerebbe lavoro per l’intero indotto. Messa da parte con le dovute attenzioni la questione ambientale, la previsione positiva sul fronte dell’occupazione è suffragata anche e soprattutto dalla prossima attivazione della V Linea di trattamento gas presso il Centro Olio, unita alla perforazione sui 3 pozzi di ricerca Pergola 1, Sant’Elia 1 e Serra del Monte Montemurro.

Come dire che altre e dovute precisazioni andranno richieste direttamente alla multinazionale del cane a sei zampe.

Durante l’incontro, inoltre, è stato resa nota la convocazione per lunedì 14 settembre di un tavolo della trasparenza. “La linea della Regione Basilicata sul petrolio è chiara – ha dichiarato Pittella – no all’offshore e conferma delle estrazioni su terraferma entro e non oltre la soglia di sostenibilità dei 154 mila barili al giorno, disciplinata proprio con Eni-Shell e Total.

“Sin dal nostro insediamento – ha evidenziato – abbiamo vinto battaglie importanti, come accaduto con la modifica della card carburanti e la previsione del 30 per cento di Ires sulle produzioni aggiuntive in favore della Regione.”

“La Basilicata – ha concluso – contribuisce più di altre regioni alla bolletta energetica del Paese e per questo motivo deve essere chiaro che serve uno sforzo corale per perseguire in modo più virtuoso del passato la piena sostenibilità ambientale insieme all’utilizzo produttivo delle royalties”.

Share Button