FCA. Le precisazioni del vescovo di Melfi: l’appello alla pausa domenicale è per tutte le aziende

Fca: a Melfi primo giorno lavoro per 300 interinaliROMA – “Non ho chiesto che la fabbrica si fermi la domenica per avere gli operai a messa: è necessario rimettere al primo posto la dignità dei lavoratori e il valore della famiglia”. Lo spiega, in tre interviste a Repubblica, Qn e Fatto Quotidiano, il vescovo di Melfi Gianfranco Todisco, autore di una lettera a Sergio Marchionne in cui ha chiesto di lasciare la domenica a casa gli operai dello stabilimento Fca.

“Sento di poter estendere il mio appello a tutte le aziende che hanno un ciclo continuo, così come ai centri commerciali e ai negozi che restano aperti anche la domenica. Ho scritto alla Fca perché è l’azienda più grande e rappresentativa che c’è sul territorio”, dice Todisco. ”Non mi aspetto una risposta da Marchionne, soprattutto nell’immediato, perché immagino ci vorrà del tempo per rispondere alla valanga di commesse. Confido, invece, che un po’ alla volta i vertici dell’azienda comprendano, anche a costo di ridurre il fatturato, che è essenziale far sì che tornino al centro la dignità della persona e il valore della famiglia”, afferma il monsignore. “Le coppie si allontanano, le famiglie si spezzano. Si fanno figli ma i genitori mi dicono che, se non chiedono un cambio turno, non possono venire la domenica per il battesimo. Così tutto salta. Il profitto non può essere a detrimento della persona”. Commentando il caso di monsignor Galantino, “è papa Bergoglio che ci ha invitato a denunciare ogni forma di ingiustizia che va contro la dignità della persona. Era all’apertura dell’assemblea della Cei il 18 maggio”, ricorda Todisco. “Bergoglio ci ha invitato a non essere timidi o irrilevanti nello sconfessare e nello sconfiggere una diffusa mentalità di corruzione pubblica e privata che può danneggiare anche gli onesti lavoratori”.