Matera. In diminuzione manodopera e imprenditoria cinese del salotto

Salotti CinesiMATERA – Sono diminuite a Matera, nell’ultimo biennio, di circa mille unità maestranze e imprenditori cinese nel settore del mobile imbottito: lo si è appreso dal segretario provinciale della Feneal Uil, Cosimo Paolicelli, che stima in 600-700 addetti l’attuale presenza di maestranze asiatiche nell’indotto, a causa della forte contrazione di aziende e addetti nel distretto del salotto.

“La presenza di imprese e maestranze cinesi – ha spiegato Paolicelli – si è fortemente ridimensionata con la crisi del comparto. I conti lavorazione hanno subito una forte contrazione. Basta andare in giro, nelle aree produttive, per avere il polso della situazione. Una parte dei lavoratori asiatici rimasti ha anche investito in città nella gestione di attività commerciali. Del resto il Distretto del mobile imbottito è passato dai 14 mila addetti del periodo d’oro ai 3.500 di oggi. Sono rimasti grandi marchi e aziende come Natuzzi e Calia, hanno chiuso per varie vicissitudini altre aziende. Nel frattempo sono nati nuovi marchi come Nicoletti Home, Rossini. Ci sono segnali interessanti di ripresa e potenzialità da realizzare, accanto ai problemi di collocazione dei lavoratori in mobilità”. Paolicelli ha citato, in particolare, la scadenza – il 14 ottobre – della cassa integrazione straordinaria a zero ore alla Natuzzi per 525 addetti dello stabilimento di Ginosa (Taranto), il 30 per cento dei quali costituito da materani, e il 31 dicembre la mobilità ordinaria per 300 addetti dell’ex stabilimento Nicoletti di Matera: “L’auspicio – ha aggiunto Paolicelli – è che si possano trovare soluzioni e percorsi per attenuare la situazione, ricorrendo a forme incentivanti, strumenti alternativi e ricollocazioni anche in altri settori. Va ripreso e attuato il contratto di programma tra Ministero dello sviluppo economico, Regioni Basilicata e Puglia per il distretto del mobile imbottito. La Basilicata si è attivata con un bando per 63 milioni di euro e sei iniziative per un centinaio di addetti sono pronte a essere cantierizzate. La Puglia, per vari problemi, non lo ha ancora fatto”.

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