Matera, apre in autunno la sede distaccata dell’istituto superiore per la conservazione ed il restauro

Presentazione Scuola di RestauroPOTENZA – La Città dei Sassi ospiterà la Scuola di alta formazione dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro. Un doppio appuntamento , ieri, a Potenza, nel palazzo della Regione Basilicata e nel pomeriggio a Matera a Palazzo Lanfranchi per annunciare l’apertura della sede distaccata della Scuola di Alta formazione e studio (Saf) dell’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro (Iscr), con la presentazione delle attività che verranno svolte dal prossimo autunno, nell’ambito del primo anno accademico. Il tutto, a conclusione di un percorso avviato nel 2006 dall’allora Ministero per i beni e le attività culturali, con il supporto degli enti locali lucani, fra cui Regione Basilicata, Provincia e Comune di Matera. Una vera e propria sede distaccata della prestigiosa struttura romana, la prima al Sud, che sarà allestita nel complesso di “Santa Lucia Nova”. Ai corsi potranno accedere 20 allievi che saranno selezionati tramite concorso pubblico; avranno a disposizione circa 1.500 metri quadrati dell’ex Convento, oltre agli spazi della Soprintendenza, attrezzati con laboratori scientifici e atelier di restauro “altamente tecnologici”. Due i percorsi formativi (300 crediti in cinque anni) dedicati uno ai materiali lapidei, dipinti murali, stucchi e mosaici, l’altro ai dipinti su legno e tela, alla scultura lignea policroma e all’arte contemporanea. Alla presentazione della Scuola, hanno partecipato tra gli altri il governatore lucano, Marcello Pittella, il capo di Gabinetto del Mibact, Giampaolo D’Andrea, e il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri. Con loro, anche il direttore dell’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, Gisella Capponi, il direttore della Scuola di alta formazione, Donatella Cavezzali, il vicedirettore Giovanna De Palma e la restauratrice Carla D’Angelo. La Regione Basilicata contribuirà alle spese di gestione della sezione distaccata dell’Istituto con un primo stanziamento di 100 mila euro.Il sindaco De Ruggieri ha definito l’avvenimento “un sogno, una visione che si realizza”. – un traguardo raggiunto con grande costanza, caparbieta’, ma anche preveggenza. Una lunga marcia che parte da lontano,
quando nel 1984 con l’allora soprintendente Michele D’Elia
si pensò fosse utile, soprattutto in un territorio scosso da terremoti,
attivare iniziative legate alla conservazione del patrimonio culturale”.L’ambizione – ha concluso – e’ di costruire e di lasciare agli altri una città che sia modello di un Mezzogiorno che funziona e che ha conquistato un ruolo extraregionale”.

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