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Agricoltori e allevatori lucani preoccupati per gli effetti del gran caldo

Bovini

Produzione del latte in calo di 5- 6 litri al giorno e delle uova del 15-20%. Maturazione dei vigneti a rischio d’anticipo. Conseguenze, pure, nell’ortofrutta e sugli allevamenti di suini, bovini e api. Insomma, il forte caldo di questi giorni non è un problema solo per le persone. L’intero settore dell’agricoltura e zootecnia risente dell’afa e, quindi, della siccità. A lanciare l’allarme è la Confederazione agricoltori regionale. La preoccupazione è soprattutto per gli allevatori di suini e di bovini da latte, oltre che per le produzioni ortofrutticole, “tra le maggiori fonti di reddito per molti coltivatori lucani”. “In zootecnia – si legge in una nota della Confederazione – criticità per gli allevamenti di maiali che mangiano solo se la temperatura ambiente non supera i 30 gradi, altrimenti dimezzano il nutrimento. I condizionatori sono stati installati” ma non basta. Disagi anche per l’enologia. Il timore è che il caldo favorisca la diffusione di malattie per i vitigni. E, mentre aumenta il consumo di frutta fresca di stagione, anguria e meloni soprattutto, dall’altra parte la calura sta letteralmente “bruciando” frutta e ortaggi, con la siccità a peggiorare le cose. E’ presto, per la Cia, quantificare i danni, ma “si profila un’ennesima mazzata sui redditi degli agricoltori già falcidiati da troppe calamità e crisi di mercato”.

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