In “prima commissione” regionale l’esame del disegno di legge sull’ente EGRIB

EGRIB in Prima Commissione RegionalePOTENZA – L’Ente di governo per i rifiuti e le risorse idriche della Basilicata (Egrib) si occuperà di “coordinamento, alta vigilanza e indirizzo rispetto alle politiche di competenza regionale in materia di acqua, anche con riferimento agli accordi interregionali di settore”, ma anche di “indirizzo, coordinamento è alta vigilanza sugli operatori pubblici e privati coinvolti nel sistema idrico regionale” e del governo del servizio idrico integrato (ex Ato idrica) e della gestione integrata dei rifiuti (ex Ato rifiuti).

Il disegno di legge sull’Egrib, presentato dalla giunta regionale, è stato esaminato dala prima Commissione permanente del Consiglio regionale. “Si tratta di un articolato completamente nuovo – ha detto il presidente della Commissione, Vito Santarsiero (Pd) – rispetto a quello discusso un mese fa in una seduta congiunta della prima e della terza Commissione”.

Una prima reazione arriva dal capogruppo in consiglio del Movimento 5 Stelle: ci sono importanti aggiornamenti in merito visto che la D.G.R datata 13 Gennaio 2015 è stata sostituita da un nuovo testo”.

Secondo Gianni Perrino “balzano subito all’occhio le caratteristiche tecniche del nuovo (per modo di dire) organismo: è un ente di diritto pubblico, dotato di autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale e contabile, che può assumere a tutti gli effetti nuovo personale”.

L’assemblea dei Sindaci (quelli dei comuni più popolosi conteranno di più in fase di voto), un amministratore unico (con carica di durata triennale e trattamento economico pari a quello di un dirigente regionale, circa 110 mila € annuali) e un revisore dei conti comporranno l’organigramma. E’ previsto uno stanziamento iniziale di 1.200.000 Euro per il triennio 2015-2017.
Non riusciamo ancora una volta a comprendere la logica di una scelta così insensata visto che in Regione non mancano affatto le competenze in materia. Basti pensare all’ Assessorato Ambiente, al Dipartimento Ambiente e Territorio con i suoi 136 dipendenti interni e 37 collaboratori esterni, senza dimenticare Acqua S.p.A e Acquedotto Lucano S.p.A.” .

“Perchè istituire un altro ente” conclude Perrino “magari allargando ulteriormente la platea dei dipendenti a carico di mamma regione? Si pensi ultimi pasticci fatti con i precari dell’ALSIA”.

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