Rischio chiusura Corte d’Appello Potenza, stamane presidio sindacale

Presidio Corte di AppelloPOTENZA – Tirato un primo sospiro di sollievo, si attendono certezze affinché la scure della riforma giudiziaria nazionale possa evitare i paventati tagli in Basilicata. E’ il caso, ultimo, della Corte d’Appello di Potenza, distretto fondamentale del sistema regionale su cui c’è stata la prima levata di scudi politica lucana per evitarne l’accorpamento a quella di Salerno e che porterebbe aggravi di spesa per giudici e avvocati ed ovviamente per i cittadini.

Il problema investe soprattutto il personale amministrativo, stamane in presidio davanti il Palazzo di Giustizia del capoluogo insieme alle strutture di categoria Funzione Pubblica e Pubblica Amministrazione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil.

“Sono evidenti le gravi condizioni in cui versa il settore e l’ operazione non avrebbe nulla a che vedere con le esigenze di spending review, ma sarebbe solo una grave scelta politica che mira ad espropriare la Basilicata di funzioni e servizi importanti preludendo a futuri scenari di totale abbandono di un territorio già fortemente penalizzato – è quanto affermato dai segretari regionali delle tre sigle sindacali, Roberta Laurino, Nicola Pica e Gennaro Rosa.

“Inoltre – è stato sottolineato – se venisse confermato, comporterebbe l’inevitabile soppressione dei Tribunali di Lagonegro e Matera che, sulla carta, non rispettano i parametri richiesti dal Ministero e che in precedenza sono stati salvati proprio in virtù dell’applicazione dei vincoli di intangibilità imposti dalla legge delega 148 del 2011.” Dunque, la soglia d’attenzione resta alta con la speranza che si sia trattato solo di un allarme di fine estate nel “mare magnum” dei possibili tagli nazionali.

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