Confcommercio commenta l’ipotesi smantellamento del sistema camerale

camera commercio2La riorganizzazione, per non dire lo smantellamento, del sistema camerale resta una delle priorità nell’agenda del Governo Renzi, nell’ambito della riforma della Pubblica Amministrazione. Ed è per questo che tra le associazioni di categoria la preoccupazione di una soppressione indiscriminata di realtà anche virtuose resta alta. E si susseguono commenti e posizioni. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello della Confcommercio di Matera, che parte da una recente indagine commissionata a livello nazionale dall’associazione di categoria e condotta un campione statisticamente rappresentativo di imprese del terziario, da cui si evince che oltre il 70% delle stesse ritiene indispensabile il sistema camerale e buona la qualità dei servizi resi. Un modo per dare come assodata l’opinione sull’effettiva necessità delle Camere di Commercio, pur condividendo l’esigenza di riformarle e di razionalizzarle per renderle più efficienti. Secondo Confcommercio materana, la riforma dovrebbe puntare sulla ridefinizione del perimetro delle attività presidiate, basata non su confini amministrativi, come ad esempio una Camera per ogni regione, ma su criteri di omogeneità dei bacini di utenza. La ridefinizione delle circoscrizioni, quindi, dovrebbe avvenire soprattutto sulla base di caratteristiche geo-economiche e storico naturali dei territori stessi, che garantiscano alle nuove realtà un equilibrio solido ed adeguato ad adempiere ai propri compiti istituzionali. Seguendo questo orientamento, Confcommercio ritiene che Matera, che oggi teme la soppressione del proprio ente camerale, di fatto dovrebbe rientrare in un contesto territoriale che tenda più verso la Terra d’Otranto che a Potenza, per problematiche imprenditoriali similari e contiguità territoriali sancite dalla storia passata. La Terra d’Otranto, infatti, era un’antica circoscrizione amministrativa del Regno di Sicilia prima, del Regno di Napoli poi e successivamente del Regno delle due Sicilie, formata oltre che dal territorio materano, fino al 1663, anche dai territori delle odierne province di Taranto, Lecce e Brindisi. Un passato che Confcommercio ritiene utile tenere a mente per rendere migliore il futuro.

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