Economia Lucana. Unioncamere: “2013 negativo. La ripresa dal prossimo anno”

foto (46)E’ del 3,2% la contrazione del PIL lucano nel 2013, secondo le stime elaborate da Prometeia per UNIONCAMERE. E le cause sono da ascriversi sostanzialmente a due fattori: da un lato l’economia lucana è fortemente dipendente dal mercato interno e poco aperta all’estero; dall’altro è molto legata alla spesa pubblica, dal suo canto repressa da politiche di austerity.

Tra  i problemi di natura strutturale si annovera senza dubbio la questione demografica: la regione continua a perdere capitale umano e di conseguenza potenziale di crescita. Le peggiori performance si registrano nel settore edile che ha perso l’8% e soffre per l’accesso al credito e per il fermo dell’investimento dell’edilizia pubblica. Lo stesso dato si registra per l’industria manifatturiera. Preoccupante è il calo degli investimenti e la crisi dei consumi che sta deprimendo le imprese commerciali che hanno visto una riduzione del proprio fatturato del 6%. Le famiglie non spendono, a testimonianza di una forte preoccupazione e di una tendenza al risparmio, come gli stessi dati di Bankitalia confermano.

E ancora la pagina disoccupazione, con una perdita nel 2013 di 4500 posti di lavori, che hanno interessato le fasce giovanili fino a 34 anni. Di contro, e probabilmente per arginare questo fenomeno, da due anni l’Istat segnala un incremento del lavoro autonomo, confermato dalle dinamiche demografiche delle aziende: 432 nuove imprese hanno aperto dimostrando grande vitalità e “una voglia di impresa” fra giovani e donne.

E in questo quadro, si intravedono altri segnali positivi: nel contesto di performance negative del turismo italiano, la Basilicata si è mossa in controtendenza , evidenziando una significativa ripresa dei flussi turistici;  si registra poi, un consolidamento dell’export nel settore agroalimentare; e una ripresa delle vendite nel settore del mobile imbottito che si sta riposizionando sulle fasce medio-alte.

L’imperativo, segnala UNIONCAMERE, sarà la diffusione della cultura dell’internazionalizzazione. A fronte dei dati dell’anno passato, per il 2014 ci si dovrà accontentare di una stabilizzazione di tipo economico. La ripresa ripartirà solo nel 2015, facendo leva nella nostra regione sul binomio vincente giovani-impresa, sulla razionalizzazione degli investimenti e su un virtuoso utilizzo delle risorse europee, oltre che delle royalties del petrolio.

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