Assemblea dei soci di Acquedotto Lucano. Approvate importanti modifiche allo statuto

ACQUEDOTTO LUCANO POTRA’ AVERE L’AMMINISTRATORE UNICO AL POSTO DEL CDA

Assemblea Acquedotto Lucano

Assemblea Acquedotto Lucano

POTENZA – L’assemblea dei soci di Acquedotto Lucano, che si è svolta questa mattina a Potenza, ha approvato alcune modifiche allo statuto della società, che introducono, quale organo amministrativo, la figura dell’amministratore unico in alternativa al consiglio di amministrazione.

All’assemblea erano presenti la Regione Basilicata e i sindaci in rappresentanza del 65,68 % del capitale sociale di AL. L’articolo 16 dello statuto, così come modificato, prevede che Acquedotto Lucano possa essere amministrato “in via alternativa, su decisione dell’Assemblea da un Amministratore Unico, ovvero da un Consiglio di Amministrazione composto da 5 componenti. Tale opzione è esercitata in sede dell’ultima assemblea utile di esercizio prima della scadenza del mandato”.

In caso di amministratore unico, lo statuto prevede che “la nomina ha luogo tra la candidature dei nominativi previamente individuati da un numero di soci che rappresentino almeno il 4,5% del capitale sociale”. “Risulterà eletto il nominativo che avrà riportato la percentuale maggiore di voto comunque non inferiore al 32% delle quote sociali computate sul quorum deliberativo”.

In una nota dell’ufficio stampa regionale il commento del massimo ente lucano: “Quanto si sta facendo per Acquedotto Lucano è in linea anche con un più ampio orientamento nazionale, teso a ridefinire i costi delle varie articolazioni istituzionali presenti in regione, nel segno di una nuova e particolare necessità di ‘sobretà istituzionale’ che in questo momento si avverte. La Regione Basilicata ha trovato in Acquedotto Lucano un interlocutore attento e disponibile nell’assecondare questa parte di un più vasto programma di riforma. La Regione si configurerà in futuro sempre più come organo di programmazione e sempre meno come ente di gestione. Anche il tema della riforma degli enti di governo del sistema idrico sarà portato in Consiglio regionale, al fine di pervenire ad una sintesi efficace sulle modalità di riorganizzazione”.

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