Alluvione. La CIA chiede l’attivazione dei “Contratti Fiume”

Alluvione“Non una tragica e inevitabile fatalità, ma la conseguenza di drammatiche colpe umane”. Così il premier Letta a Longarone in occasione del cinquantesimo anniversario della strage del Vajont. Una storia di responsabilità e di errori facilmente rintracciabile anche in Basilicata, certo con la dovute proporzioni.

E mentre è ancora vivo il ricordo del violento nubifragio di una settimana fa con quattro giovani vittime ed un territorio devastato da acqua e fango, la politica prova a fare la sua parte con la richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza e calamità e l’erogazione di risorse finanziare che, rispetto ai danni, sembrano davvero irrisorie. Tamponata l’emergenza il vero lavoro dovrebbe essere, ora, quello di favorire la ripresa delle attività agricole ed economiche, il ripristino delle infrastrutture ed una pianificazione di interventi adeguata per evitare disastri simili soprattutto in vista dell’imminente stagione invernale.

Ad intervenire a riguardo la sezione lucana della Confederazione Italiana Agricoltori. Per il presidente della Cia, Donato Distefano, le priorità sono: l’attivazione dei Contratti di Fiume, la disponibilità degli agricoltori a diventare manutentori del territorio “a costo zero” e l’impiego immediato di una quota del fondo dell’Accordo di Programma Ministero dell’ Ambiente-Regione Basilicata.

Sperimentato positivamente in alcune regioni, il Contratto di Fiume è la sottoscrizione di un accordo che permette di adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale e sostenibilità ambientale intervengono in modo prioritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale. Strettamente correlata è la proposta di assegnare agli agricoltori compiti di manutenzione senza spendere un euro nel senso che gli stessi compenserebbero con gli oneri dovuti allo Stato e in particolare ai Consorzi di Bonifica che, come è noto – spiega Distefano – “non sono in grado nemmeno di garantire la pulizia ordinaria dei canali”.

Infine, la questione finanziaria: si attinga dall’Accordo di Programma “sfidando” il Premier Letta dopo la sua denuncia a Longarone (“Non è possibile che durante le emergenze del nostro Paese ci siano cittadini di serie A e serie B”), mettendo subito a disposizione i soldi. Il Presidente della Cia di Basilicata ha annunciato, infine, che gli agricoltori lucani si mobiliteranno per il raggiungimento di questi obiettivi.

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