Presenze turistiche. Basilicata penultima in Italia a fronte di una forte spesa per “autopromozione”

Schermata 2013-08-19 alle 17.12.27Ancora i freddi numeri. E ancora una triste conferma della realtà che in molti ancora faticano ad accettare. Soprattutto i detrattori delle statistiche che vedono in grave sofferenza la nostra regione su più fronti.

Parliamo di Turismo. Ed è stavolta il centro studi e ricerche di Confartigianato che li analizza. Regione per regione l’impietosa e paradossale realtà è quella che chi più investe meno attrae.

E i conti non tornano dappertutto.

Forse la causa principale è da attribuire alla pasticciata e controversa riforma del titolo V della Costituzione “voluta nel 2001 dal centrosinistra all’inseguimento della Lega Nord, che avrebbe finalmente fatto ripartire quello che dovrebbe essere uno dei principali motori della nostra economia”.

Almeno così scrive Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di oggi.

I soldi spesi dalle regioni italiane per l’autopromozione ammontano a 939 milioni e 600 mila euro. Una somma (enorme) spesa nel triennio 2009-2011.

“Con il risultato che mentre la spesa aumentava quasi ovunque a ritmi impetuosi, non si registrava lo stesso tasso di crescita per arrivi e presenze”. E il paradosso maggiore è un altro, e ci riguarda da vicino: “chi più spende, meno turisti ha”.

Tra i più spendaccioni la Valle D’Aosta (che in media ha speso 50,2 milioni di euro all’anno) e la Sicilia (126 milioni e mezzo l’anno) che si trovano però quasi in coda alla classifica delle presenze turistiche, rispettivamente con una spesa di 16 euro per ogni turista (19° posto su 21) e con 9,2 euro per ciascuna presenza e posto numero 10 nella classifica delle presenze.

Riescono a fare peggio due regioni tra le più piccole:

“Soltanto il Molise e la Basilicata hanno speso come la Sicilia, naturalmente in proporzione ai turisti arrivati nella Regione. Ma se la Regione siciliana, pur avendo speso per ogni presenza una cifra seconda solo a quella della Valle d’Aosta, è decima nella classifica del turismo, il Molise e la Basilicata sono invece rispettivamente ultimo e penultimo”.

Forse occorre ripensare la spesa, almeno da noi, visto che se è vero come per la Valle d’Aosta che c’entrano anche le dimensioni territoriali (che penalizzano le Regioni più piccole) qualche scelta o investimento sbagliato deve essere stato fatto, e prima di continuare a sbagliare occorrerebbe scorrere le voci di spesa dei vari “bilanci” passati e futuri.

A partire dalle voci che riguardano la città dei Sassi, e la sua “candidatura a capitale europea culturale” che inizia a succhiare una parte consistente delle risorse, anche regionali. Anche i “grandi attrattori” e l’ultimo esempio ci è offerto dal recente “flop” del Volo dell’Aquila è un’altra voce che non incoraggia certo all’ottimismo. Insomma pare proprio che nonostante “l’apparenza” e i bluff il turismo non decolla.

L’ufficio studi di Confartigianato pensa che nelle uscite delle Regioni si annidino inefficienze, diseconomie di scala in particolare per le Regioni più piccole, inappropriatezze e sprechi”

Lo ammette “timidamente” anche il consigliere regionale Vita (PSI): Non si può non disconoscere che i risultati dell’ufficio studi della Confartigianato sulla spesa delle Regioni per il turismo evidenziano innanzitutto diseconomie di scala in particolare per le Regioni più piccole come la nostra che con la media di 9,2 euro a turista arrivato da noi raggiunge lo stesso livello medio di spesa/turista della Sicilia pur registrando piccoli numeri di arrivi e presenze”.

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