Ferrosud. Ladri di treni

Schermata 2013-02-20 alle 18.15.06Per mesi hanno lavorato alla ristrutturazione di quattro carrozze di Trenitalia. Un impegno quasi fine a se stesso, come un’esercitazione se la notte scorsa i dipendenti di Ferrosud per salvare la loro fabbrica e, quindi, il posto di lavoro, non avessero intrapreso un’azione dal forte impatto. Dal piazzale della Ferrosud, dove i vagoni erano in attesa di movimentazione per essere trasferite a Bari sono sparite. Ed eccole qui, in mattinata, nello scalo ferroviario di Casl Sabini, lungo la tratta Gioia del Colle-Rocchetta Sant’Antonio.

Sei chilometri, per fortuna quasi tutti pianeggianti, lungo i quali le carrozze sono state spinte a forza di braccia dai dipendenti della fabbrica metalmeccanica, tute blu che ora rischiano di passare per ladri di treni, accusa che respingono con forza e determinazione.

A mali estremi, rimedi estremi. Se le carrozze in questione non entrano nel circuito di Trenitalia, Ferrosud non viene pagata e senza soldi la fabbrica sarebbe costretta a chiudere, a licenziare i dipendenti, la fine di un altro presidio produttivo, nell’indifferenza delle istituzioni locali: nessun rappresentante di Comune, Provincia e Regione a sostenere l’azione dei lavoratori.

Ma perchè, l’azione di forza dei dipendenti Ferrosud? Le carrozze sono rimaste in fabbrica per oltre due mesi, dopo che Trenitalia aveva giudicato non percorribile la tratta Ferrosud-Casal Sabini.dai lavoratori la dimostrazione del contrario: nessun intoppo su quei sei chilometri praticamente chiusi al traffico ferroviario su cui fra un paio di settimane potrebbe iniziare l’intervento di ammodernamento sostenuto dal Consorzio Industriale, spesa prevista 500 mil euro. Una scelta quella dei lavoratori Ferrosud per non sentirsi prigionieri del loro stesso lavoro.

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