“Mafia, singolare femminile” in scena a Castellana Grotte

Nello spettacolo di Luigi Taccone la quotidianità delle donne che ruotano attorno al complesso universo della malavita.

Pochi elementi scenici, tre attrici, una musicista, una voce fuori campo, una regia minimalista, pulita, diretta. Perché quello che doveva venir fuori, prepotentemente, era l’anima delle donne del mondo di mafia, “la terra ed il cielo” della mafia. E così è stato, nello spettacolo andato in scena a Castellana Grotte dopo l’anteprima siciliana nel teatro greco di Segesta, e diretto da Luigi Taccone: “Mafia: singolare, femminile”.

Un’opera formata da sei monologhi interpretati da Giusy Frallonardo, Stefania Blandeburgo, Maria Teresa
Coraci, che raccontano di famiglie, di rapporti, di amore, di Onore e disonore. Raccontano di mafia, come quella pugliese. In scena la difficoltà di essere mogli madri figlie, in un mondo che capisce soltanto il linguaggio della violenza. Drappi neri, abiti neri e quel lutto che accompagna il destino di donne segnate.

Le musiche originali sono di Giana Guaiana, la voce fuori campo invece della presidente del tribunale di Marsala, Alessandra Camassa. L’opera è liberamente tratta dal libro “Nostro Onore” scritto dal procuratore aggiunto della Procura di Palermo , Marzia Sabella.

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