Sergio Rubini, la poesia e la passione

MATERA – È nato con il teatro, Sergio Rubini, attore e regista. Chi ne segue la carriera ricorderà che già dai sedici anni curava la messa in scena di spettacoli teatrali. Poi è venuto il cinema, e Rubini si è dimostrato negli anni uno degli attori e registi italiani più versatili ed originali. In questi giorni, grazie alla produzione di Angelo Tumminelli, Rubini calca di nuovo il palcoscenico con un recital che mette al centro la poesia. Ieri è stato a Matera, al teatro Duni, per inaugurare: “Teatri uniti d’Italia – Le città della scena a Matera”, la stagione teatrale 2011/2012 organizzata nella città dei Sassi dall’Associazione Culturale Incompagnia. “A cuore aperto”, dunque, “Voci del Novecento, da Neruda a Sanguineti”, in cui Rubini si mette a nudo, per creare un corto circuito emozionale, attraverso la recitazione, la musica, gli effetti sonori e le luci, tra i versi incantati di alcuni dei più grandi poeti del Novecento e il pubblico. In “A cuore aperto”, come tiene a far sapere Rubini, non c’è solo la poesia. C’è anche la maggiore letteratura, nel senso più ampio del termine, da Shakespeare a Leopardi. E ancora, Pavese, De Filippo, D’Angelo. La poesia è per me, nel Novecento dell’immagine che ha rubato spazio alla parola, sottolinea ancora Rubini, ciò che continua a cercare il senso della nostra esistenza. La gente ha bisogno di parole e le cerca continuamente. Oggi più che mai si avverte l’esigenza di parole che diano senso a ciò che apparentemente non ce l’ha.

 

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