Shoah. L’ex distilleria di Barletta ospiterà la Cittadella della “musica concentrazionaria”

L’ex distilleria di Barletta ospiterà la Cittadella della musica concentrazionaria, un luogo in cui saranno raccolti brani e musiche recuperati in 30 anni di ricerche, viaggi in giro per il mondo per trovare le opere di musicisti che hanno composto mentre erano internati nei campi di concentramento e che, nella maggior parte dei casi, sono morti senza neppure ascoltare la loro musica.

Un patrimonio culturale, storico e umano messo insieme grazie al progetto e all’impegno del pianista, compositore e ricercatore barlettano Francesco Lotoro, progetto che sarà presentato domenica 17 settembre.

Francesco Lotoro (a destra) e Bogdan Bartnikowski, ex detenuto polacco a Birkenau

“Spartiti, quaderni musicali, materiale fotografico, fonografico e audiovisivo, recuperati da Lotoro” si legge in una nota degli organizzatori dell’evento “restituiscono dignità a migliaia di musicisti deportati nei campi di concentramento civili e militari dal 1933 al 1953 e una nuova vita alla loro musica creata in cattività e in condizioni estreme di violazione dei diritti fondamentali dell’uomo”.

“La Cittadella della Musica Concentrazionaria” spiega Lotoro”diventerà meta internazionale per tutti coloro che vorranno conoscere, studiare e approfondire la storia di compositori e musicisti internati che non ce l’hanno fatta e di tanti altri che invece si sono salvati e hanno potuto sentir suonare la loro musica”.

Per il progetto, la presidenza del Consiglio dei ministri ha stanziato circa 5.000.000 di euro. “Una cifra importante” aggiunge Lotoro “ma non sufficiente a completare il progetto, un patrimonio di inestimabile valore”.

Barletta – L’Ex Distilleria in una foto d’epoca

La cittadella ospiterà un campus delle scienze musicali, con spazi dedicati alla ricerca del patrimonio musicale concentrazionario e della letteratura musicale ebraica, con un polo nazionale dedicato alla storico italiano e testimone della Shoah Emanuele Pacifici; una bibliomediateca musicale, con 8.000 opere musicali, 12.000 documenti sulla produzione musicale creata in cattività, 1.300 volumi, 200 ore di interviste a musicisti e compositori sopravvissuti; una fonoteca che conterrà la prima enciclopedia discografica di musica concentrazionaria; una videoteca che conterrà i filmati girati da troupe cinematografiche del Terzo Reich, Croce Rossa e truppe Alleate; un archivio musicale dedicato a Berto Boccosi; un Museo dell’Arte Rigenerata.

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