Sarà presentato in 4 dei comuni della “spedizione etnografica” di De Martino, il volume “Musiche tradizionali in Basilicata”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Musiche Tradizionali in BasilicataROMA – Quando, alla fine di settembre del 1952, partì per la Basilicata una composita “spedizione etnografica”, guidata da Ernesto de Martino con al suo fianco un giovane e sconosciuto musicologo, Diego Carpitella, la conoscenza delle musiche contadine del nostro Paese era ancora molto scarsa.

Da almeno un secolo si erano raccolti testi di canti popolari, sulla base di un interesse letterario di matrice romantica, ma degli aspetti musicali, in assenza di registrazioni sonore, assai poco si sapeva. Resosi conto, nelle sue prime esperienze sul campo, di come la musica caratterizzasse significativamente le culture del mondo agro-pastorale, De Martino volle affrontare una spedizione che per la prima volta si faceva carico di documentare sistematicamente, con la registrazione, anche le espressioni musicali delle diverse comunità: da allora, la campagna di rilevazione in Basilicata è considerata come la data di nascita dell’etnomusicologia italiana, perché per la prima volta si effettuarono registrazioni sul campo secondo criteri organicamente unitari, avvalendosi dei mezzi tecnici messi a disposizione dalla RAI.

Quella memorabile spedizione, alla quale parteciparono anche Vittoria De Palma, Franco Pinna e Marcello Venturoli, era anche l’esito di un felicissimo punto di incontro tra ricerca, interessi culturali, compiti istituzionali e impegno politico sociale testimoniato anche dal fatto che fu sostenuta, oltre che dall’allora Centro Studi Nazionale Musica Popolare e dalla RAI, anche da un più articolato fronte che annoverava diverse riviste e associazioni culturali nonché le principali forze politiche e sindacali della sinistra d’allora che misero a disposizione anche contatti e sostegno logistico in virtù della loro presenza sui territori interessati alla ricerca.

Le rilevazioni sonore, che ricadevano all’interno di una più vasta ricerca di natura antropologica, interessarono i comuni di Matera, Grottole, Ferrandina, Pisticci, Colobraro, Valsinni, Stigliano, Tricarico, Potenza, Marsico Vetere, Viggiano e Savoia di Lucania.

Confluite nella raccolta 18 degli Archivi di Etnomusicologia, le registrazioni rivelano un mondo musicale di qualità e ricchezza inimmaginabili: straordinarie voci femminili, suonatori di organetto, canti alla zampogna e al cupa cupa, nei più vari repertori, dalle ninne nanne ai lamenti funebri, dai canti di lavoro ai canti di questua, dalle tarantelle ai canti infantili. La musica pervadeva davvero la vita di quei contadini e pastori che manifestavano una sorprendente capacità di gioia, festa, scherzo, ironia, creatività e poesia.

Con un denso apparato critico, che per la prima volta affronta in modo approfondito la trascrizione del testo poetico dei canti, e con un significativo apparato iconografico con fotografie di Franco Pinna e Arturo Zavattini, il volume con i tre cd allegati restituisce in edizione pressoché integrale, a sessant’anni dalla sua realizzazione, una raccolta di fondamentale importanza per la valorizzazione dei patrimoni immateriali della Basilicata, ora pienamente fruibile nel volume edito da Squilibri in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

In ragione della sua obiettiva importanza anche ai fini di un recupero consapevole delle proprie radici culturali da parte delle comunità locali, si avvia il 16 settembre un ciclo di presentazioni che si spera possa toccare tutti i paesi interessati alla rilevazione, in modo da avviare una riflessione collettiva attorno a documenti tanto significativi riguardo alle proprie tradizioni musicali.
Si inizia giovedì 19 settembre, alle ore 18, a Stigliano presso la Biblioteca Comunale con un incontro al quale parteciperanno Antonio Fornabaio, responsabile Italia Nostra, e Antonio Barisano e Francesco Mandile, rispettivamente sindaco e assessore alla cultura del comune.

Il 20 settembre, alle ore 18,30, ci si sposta a Ferrandina, con interventi di Giovanni Di Lena (presidente Associazione CECAM), Anna Maria Mangieri (presidente Centro De Martino), Pancrazio Toscano, e Antoniettta Violillo e con la partecipazione straordinaria di Domenica Lisanti, tutt’ora depositaria dell’antica tradizione di canto.

Sabato 21 settembre, ore 9,30, il volume sarà presentato al Museo Archeologico di Tricarico, da Antonio Infantino e Pancrazio Toscano, con interventi anche di Lina Marchisella, sindaco di Tricarico, e Donato Distefano, Associazione Basilicata Rurale: l’incontro di Tricarico è dedicato alla memoria di Paolina Lotito (Luisi), protagonista delle esecuzioni registrate nel 1952.

Questo primo ciclo di presentazioni si concluderà sabato 21 settembre, ore 18,30, a Pisticci, presso “La Pacchianella”, Corso Marconi 132, con interventi di Grazia Giannace e Pancrazio Toscano, Vito Anio Di Trani e Francesco D’Onofrio (sindaco e assessore alla cultura Comune di Pisticci), Giovanni Di Lena (presidente Associazione Cecam), e Giuseppe Adduci (presidente dell’associazione “La Pacchianella”): l’incontro sarà concluso con l’esecuzione di canti tradizionali.

A tutti gli appuntamenti sarà presente il curatore del volume, Giorgio Adamo, docente di etnomusicologia dell’università di Roma “Tor Vergata”, che a questa straordinaria opera di rilevazione ha dedicato numerosi studi, peraltro avviati sotto la guida dello stesso Carpitella di cui è stato allievo.

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