Matera, appello di Adduce (PD): urge una sede idonea per la biblioteca di Leonardo Sacco

“Il 21 gennaio 2013 Leonardo Sacco donò alla Regione Basilicata il suo grande patrimonio librario e documentale che costituisce un vero e proprio giacimento culturale su cui la città di Matera può contare per sostenere gli ambiziosi progetti di capitale europea della cultura”.

Laura Olivetti con Salvatore Adduce e a destra Leonardo Sacco inaugurano la Biblioteca Olivetti a La Martella (2012)

Laura Olivetti con Salvatore Adduce e a destra Leonardo Sacco inaugurano la Biblioteca Olivetti a La Martella (2012)

A ricordarlo in una nota è il capogruppo del PD in consiglio comunale Salvatore Adduce il quale sottolinea che “in quella occasione l’allora Presidente De Filippo si impegnò a reperire una struttura idonea ad ospitare una vera e propria biblioteca ed un centro di documentazione storica, architettonica, urbanistica”.

A distanza di tre anni e mezzo, rimarca l’ex sindaco di Matera la soluzione non è ancora stata trovata. “E’ un bene, pertanto” dichiara Adduce “che se ne discuta cercando di non smarrire l’itinerario tracciato innanzitutto dallo stesso Sacco ed evitando estemporanee e tardive reminiscenze come nel caso dell’on. Viti, il cui livello di affidabilità è tristemente noto”.

“Il 25 giugno 2012, a sessant’anni dalla costruzione del Borgo La Martella, il Comune di Matera d’intesa con la Fondazione A. Olivetti aprì una biblioteca proprio nel Borgo sistemandovi una piccola parte delle migliaia di libri di Leonardo Sacco. Un segnale in netta discontinuità, proiettato ad offrire ai nostri rioni, ai tanti quartieri, ai borghi infrastrutture culturali per permettere agli abitanti, soprattutto ai giovani, di conoscere e di appropriarsi della storia della città che ha meritato di essere inserita nella lista dell’UNESCO. L’intenzione era di concepire il grande tema della rigenerazione urbana non soltanto come una somma di progetti di interventi sulla struttura fisica della città, ma anche come strategia per la crescita civile, facendo leva sulla grande valenza culturale delle scelte maturate dal secondo dopoguerra in avanti e su cui innestare progetti innovativi, stimolando la nuova creatività per la città e i cittadini del futuro”.

“Lungo questo filo conduttore” per il consigliere PD “si colloca l’idea di utilizzare l’immobile collocato di fronte alla chiesa S. Pio X nel rione Spine Bianche e che fu avanzata già nel corso della discussione sui progetti di rigenerazione urbana finalizzati a restituire funzioni ai quartieri, in particolare quelli sorti con lo svuotamento dei Sassi. La presentazione al comune di un progetto che può rappresentare al tempo stesso una risposta alla necessità di dare sistemazione ad un immenso patrimonio culturale e fare i primi passi lungo la strada della riqualificazione intelligente dei quartieri mi sembra meritevole di grande attenzione. In questo senso ci faremo promotori in consiglio comunale di un atto per sostenere la ristrutturazione dell’immobile e per dotare il centro di documentazione dei finanziamenti necessari per funzionare. A tal proposito è necessario che la Regione faccia la sua parte così come si era impegnata a fare”.

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