Presentato a Matera il libro di Laura Boldrini

MATERA – Le storie dei rifugiati viste da un’altra ottica, quella cioè di chi arriva e non di chi accoglie, che riportano alle vicende drammatiche della persecuzione e della fuga. Ma anche dei problemi relativi agli sbarchi e all’immaginario collettivo, che spesso li declina attraverso le dimensioni del pericolo e della paura. Sono questi in sintesi i temi contenuti nel libro “Tutti indietro”, scritto dal portavoce dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite, Laura Boldrini, presentato ieri a Matera, presso la Media Teca Provinciale. Sayed è uno dei protagonisti delle storie raccontate dalla Boldrini: fuggito a undici anni dall’Afganistan, giunge in Italia dopo nove anni, passando per la progionia, la tortura e la fame e come lui, ha spiegato l’autrice, ci sono vicende piene di paura, raccontate però dalla stamopa con troppa retorica e un allarmismo sociale ingiustificato, per il paese d’accoglienza. La Boldrini ha inoltre evidenziato che i richiedenti asilo politico possono essere anche una risorsa per i Comuni che li accolgono, come è accaduto in diversi centri della Calabria, dove il trend dello spopolamento è stato invertito e molte attività commerciali hanno ripreso. Un modello, ha concluso, che può essere riproposto anche in Basilicata.

 

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