Cinema. Torna la saga pugliese di “Io che amo solo te” con “La Cena di Natale”

Dopo ‘Io Che Amo Solo Te’ tornano gli stessi personaggi creati da Luca Bianchini, in La cena di Natale di Marco Ponti, in sala dal 24 novembre con 01 in 350 copie.

Due libri dell’autore che diventano film per raccontare, come in una saga pugliese, questa famiglia allargata che vive nella bella Polignano a Mare. Una cittadina questa volta imbiancata dalla neve e dalle crisi esistenziali che solitamente accompagnano le feste natalizie. Ora Damiano (Riccardo Scamarcio) e Chiara (Laura Chiatti) sono già sposati.

01Lei è incinta all’ottavo mese e lui è spesso fuori casa con l’amante di turno. Ma in corso d’opera c’è anche un ritorno di fiamma, quello tra Ninella (Maria Pia Calzone) e don Mimí (Michele Placido).

La cena in realtà nasce dalla volontà di Matilde (Antonella Attili), moglie di don Mimí, anche per ostentare davanti a tutti il vistoso e inaspettato anello di smeraldo ricevuto dal marito. Nella casa della coppia alla vigilia tutto un caravanserraglio di parenti come i figli e figlie, il fratello di Ninella e la zia Pina (Veronica Pivetti), ormai milanese e sicuramente un po’ ‘leghista’.

Una cena complicata, tra figli e figlie omosessuali, isterismi natalizi, annunciate gravidanze, amanti fuori controllo, ascensori bloccati, anelli scomparsi e colpi di scena.

Nel cast del film anche: Eugenio Franceschini, Antonio Gerardi, Eva Riccobono, Dario Aita, Giulia Elettra Gorietti e Uccio De Santis.

“Io che amo solo te è entrato nel cuore di molte persone e così ho pensato fosse giusto proseguire la storia immaginando una cena di Natale che mettesse tutti insieme” spiega oggi a Roma Luca Bianchini autore del libro omonimo pubblicato da Mondadori. uccio-de-santis

“Quando si fa una commedia” dice Marco Ponti “non si può prescindere dai giganti dietro di noi come Scola e Monicelli. Ma quando abbiamo lavorato al film abbiamo molto pensato a Pietro Germi e ai suoi personaggi esecrabili ma con una grande umanità”.

Laura Chiatti racconta la sua esperienza di donna incinta sul set: “ho iniziato le riprese che ero di otto mesi. Ero davvero preoccupata. Certo essere tradite dal marito in un momento così particolare è anche peggio. Che farei io? Mi ci dovrei trovare per capirlo”.

Interpretare Damiano, dice Scamarcio: “mi ha dato la possibilità di caricare questo personaggio portatore di conflitti riprendendo la tridimensionalità della commedia italiana che, alla fine, smascherava l’ipocrisia. Ne è uscito fuori un personaggio controverso, ma che mantiene un rapporto empatico con il pubblico”.

Mentre sull’antico sodalizio artistico con la Chiatti, spiega l’attore: ” Non siamo d’accordo mai su nulla. E’ un’attrice di talento con cui ho iniziato in Compagni di scuola. Ora quando mi capita di rivedere il film spengo subito. Per noi attori è ancora più difficile vedere il tempo che passa’” (ANSA)

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