2984, il nuovo corto di Antonio Andrisani nato dalla collaborazione con il blog Hyperbros

Antonio AndrisaniMATERA – Tra presagi futuristici allarmanti di orwelliana memoria e satira bicromatica spietata alla Ciprì e Maresco è approdato su YouTube, nei giorni scorsi, “2984”, l’ultimo prodotto creativo partorito dalla penna (cinematografica) di Antonio Andrisani. Sceneggiatore oltreché attore di un cortometraggio realizzato in collaborazione con il blog lucano HyperBros, e due dei suoi animatori, appunto Donato Mola e Francesco Foschino.

La storia nei sei minuti del video, racconta di un futuro prossimo della città di Matera e in modo provocatorio del suo commissariamento culturale. Nel caso specifico, Andrisani veste i panni di un abitante (culturale) costretto da una società dominata e controllata dai gendarmi dell’LFC ad apporre sugli abiti – rigorosamente in bianco e nero – il suo numero di riconoscimento per assistere, ossessivamente, alle proiezioni del Film “Il Vangelo Secondo Matteo” di Pasolini. Il corto è ricco di spunti e citazioni, con qualche sfumatura grottescamente ironica.

Anche se ambientato in un futuro che quasi certamente non vivremo nelle modalità paventate da Andrisani, è forte il legame con l’attualità, citiamo su tutti un passaggio che ha del quasi del profetico sui giorni che viviamo, quando la voce diffusa dai megafoni nella Matera del 2984 avvisa i cittadini che ad una delle proiezioni del film assisterà presso il Palazzo Lanfranchi la “Ministra agli affari Pasoliniani”, chi parteciperà all’evento potrà addirittura assistere alla “resurrezione dell’assessore alla Cultura”.

Il bersaglio principale del corto-parodia è tutto, come spiega lo stesso autore nell’approccio da parte del sistema culturale lucano rispetto al film di Pasolini: “tutte le istituzioni infatti continuano a creare iniziative intorno alla pellicola del 1964 in modo quasi ossessivo, pratica che probabilmente li dispensa dall’avere delle idee e immaginare altre iniziative”. Nel cast in amichevoli partecipazioni figurano anche Guido Martini, Angelo Cotugno, Pietro e Marina Bia.

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