La Film Commission nasce con qualche polemica

Paride Leporace

Paride Leporace

Una gestazione durata all’incirca un decennio, ma, alla fine, la Basilicata può fregiarsi di un altro non trascurabile tassello destinato a garantire, almeno così si spera, nuove opportunità di crescita per la regione nel comparto delle produzioni cinematografiche.

Infatti, con la nomina del giornalista Paride Leporace, direttore del Quotidiano della Basilicata, a direttore della Lucana Film Commission, la struttura destinata a promuovere e sviluppare in regione quella conosciuta come la settima arte, entra a vele spiegate, si fa per dire, nel non facile mondo del cinema.

Compito principale della struttura dovrà essere quello di indicare alle case di produzione cinematografica tanto le locations più giuste da destinare alle lavorazioni di films e fictions televisive quanto le professionalità più adeguate per sostenerle. Ovviamente con costi contenuti perchè la crisi è crisi per tutti. Il momento, insomma, non è dei migliori, ma, come suol dirsi, meglio tardi che mai.

E, adesso, ventre a terra, per recuperare il terreno perduto, anche se non sarà facile visto il calo delle produzioni e soprattutto la scelta dei produttori, dettata da costi più bassi, di Paesi extraeuropei. Insomma, tanto per Leporace quanto per il presidente della Lucana Film Commission non sarà un percorso in discesa come sarebbe stato quello innescato nel 2004 dalla presenza a Matera di Mel Gibson e della troupe internazionale di “The Passion”.

Intanto, sulla nomina nel delicato incarico di Leporace si registra la presa di posizione del capogruppo in Consiglio regionale di “Io amo la Lucania”, Alfonso Ernesto Navazio. A suo avviso attorno al problema è stata organizzata una bella messa in scena. A suo avviso, il governatore lucano Vito De Filippo sulla vicenda si è mosso senza il necessario coraggio, nascondendosi alla fine nelle nebbie dell’evidenza pubblica.

C’è amarezza nel commento finale di Navazio. Insomma – e conclude – come volevasi dimostrare. Per la Lucana Film Commission più che un saluto di benvenuto, un coccodrillo per celebrarne, nel giorno dell’avvio, la sua immatura scomparsa.