Al “Duni” la prima di “Un giorno della vita”

La conferenza stampa del film

MATERA – “Una favola sul cinema che racconta anche un passato che non c’è più”. Così, il regista calabrese Giuseppe Papasso, già critico cinematografico e documentarista per “Quark”, definisce “Un giorno della vita”, il suo primo lungometraggio in uscita oggi in 30 sale italiane tra cui quella del “Duni” di Matera, dove è stata programmata anche la prima ufficiale alla presenza di gran parte del cast, compresa Maria Grazia Cucinotta che, insieme ad Alessandro Haber ed Ernesto Mathieux, è tra gli interpreti più noti al grande pubblico. Quello materano, invece, conosce bene Pascal Zullino, il protagonista, che sul set ha lavorato con Domenico Fortunato e Nando Irene. I tre, infatti, sono tutti cresciuti all’ombra dei Sassi, prima di intraprendere la difficile strada della recitazione, con gratificazioni notevoli tanto al cinema quanto in tv, ed oggi si trovano a condividere un film che approda sul grande schermo in un momento non facile, Davide tra i Golia, comici e non, attualmente in programmazione, interamente girato a qualche decina di chilometri dalla città natale, nel Vulture-Melfese, tra Melfi, Barile, Forenza e Rionero, luoghi già immortalati da Gabriele Salvatores in “Io non ho paura”, che Papasso conosce bene e ama, per una luce che ha pari solo in Puglia. La vicenda si svolge nel ’64, anno portante della storia italiana, tra la morte di Togliatti, il Concilio vaticano, il boom economico e quello delle sale parrocchiali, e racconta la storia di Salvatore, un bambino che ama il cinema al punto tale da percorrere chilometri in bicicletta per vedere i film in un paese vicino, contro il volere del padre, contadino comunista poco tollerante, che nulla potrà quando il figlio sarà chiuso nel riformatorio di Potenza per aver comprato un proiettore con i soldi rubati dalle casse del partito. Un plot che riporta alla memoria il “Nuovo cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore ma con risvolti più amari, e che Papasso definisce animato anche da atmosfere da nouvelle vague, “400 colpi” in primis, sostenuto da ottimi attori e da una valida sceneggiatura. Un film che emoziona e commuove anche, in questo sono concordi Zullino, Fortunato e Irene, al quale auspicano che il pubblico, con i Materani in testa, renda giustizia. La Basilicata, insomma, torna protagonista al cinema e Matera ancora una volta fa da culla alla settima arte, in un momento in cui il dibattito tardivo sulla film commission lucana è più che mai aperto e, stando alle rassicurazioni del sindaco Salvatore Adduce e del consigliere regionale Luca Braia, arrivate durante la conferenza stampa di presentazione del film, vede la città dei Sassi in pole position come sede e coinvolgimento di figure competenti. Il cinema ha aggiunto infine l’assessore alla Cultura, Elio Bergantino, è un altro passaggio importante sul “cammino verso Matera 2019”.