Andrisani e Cea in sala con “Natale con chi vuoi”

La locandina del film

MATERA – “Natale con chi vuoi”, purché entro il 10 gennaio passi dal cinema “Duni”, a vedere il film scritto ed interpretato da Antonio Andrisani e diretto da Vito Cea. La produzione, targata RVM e Quadrum, infatti, come era ipotizzabile diverte, ma commuove e fa riflettere anche, con spunti interessanti sulla disgregazione della famiglia, in termini di istituzione sia giuridica che morale, come la forzatura del titolo può lasciare intendere a priori. I rapporti parentali a più livelli ed a vario titolo costituiscono l’humus su cui l’autore impernia sei piccole storie, raccontate con ferocia discreta, a voler usare un ossimoro, in altrettanti episodi. Di qui una galleria di personaggi grotteschi: un fratello senza scrupoli che ricorda uno dei “Parenti serpenti” di Monicelli, un omosessuale latente al punto tale da accollarsi l’omicidio della moglie pur di non confessare il suo segreto, due disoccupati che si affidano ad un mago truffatore per sbarcare il lunario, zii borderline, uno spietato oncologo del servizio pubblico, che ricorda il Pierino di Vitali medico della Saub, che diagnostica finte patologie ai parenti pur di racimolare pazienti ed un marito fedifrago messo alle strette da una moglie sedicente. Caratteri già ampiamente collaudati dalla commedia all’italiana, come lasciano intendere le citazioni cinematografiche, che però Andrisani rielabora adattandole alla contemporaneità ed affidandosi alle interpretazioni convincenti di attori di fama nazionale come Nicola Rignanese, Michela Andreozzi, Dante Marmone, Rita Del Piano, Rocco Barbaro, Roberta Gemma e Chiara Sani ed alle rinnovate collaborazioni con Uccio De Santis, Umberto Sardella e Brando Rossi, mutuati dal cast del “Mudù” di Telenorba. Cea, poi, silenzioso e paziente dietro la macchina da presa ed affiancato da tecnici fidati, è ormai abile nel confrontarsi con linguaggi cinematografici diversi, ma sempre organici all’economia della sceneggiatura. Il risultato, di fatto, è spendibile ben oltre i confini strettamente cittadini, e premia un lavoro di squadra fatto con passione e sacrificio, superando per molti versi, tanto tecnici quanto narrativi, il predecessore “Arrivano i mostri”, in cui il numero maggiore di episodi e l’eterogeneità dei contesti raccontati, a volte, provocavano spaesamento. Ora però dalla coppia Andrisani/Cea e dai partner produttivi Rvm/Quadrum è lecito attendersi il grande passo: un lungometraggio vero e proprio, supportato da una sceneggiatura d’impatto. Per questo attenderemmo anche più di un altro anno.

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