Fiera di Arte Pubblica, 8 e 9 novembre giornate conclusive

Dieci giorni di arte contemporanea nella periferia di Matera, con MAAP Fiera di Arte Pubblica. Fino al 10 novembre  tre giovani artisti realizzeranno opere e installazioni site-specific in luoghi marginali e inusuali rispetto ai consueti spazi espositivi.

Luogo scelto è il rione San Giacomo, quartiere periferico della città, legato alla vicenda dello sfollamento dei Sassi, teatro di performance artistiche partecipate dagli stessi residenti.

In campo nomi noti ed emergenti nell’ambito dell’arte contemporanea: David Scognamiglio, artista-architetto e light designer, Javier Reche Garay e Antonio Abatangelo, attori e danzatori, e Luis Gomez de Teran; quest’ultimo ha realizzato un murales sulla facciata di una palazzina in via Trabaci raffigurante i piedi accavallati del Cristo in croce.

La manifestazione culminerà nelle serate di venerdì 8 e sabato 9 novembre, a partire dalle ore 18.00, con l’inaugurazione delle installazioni e delle opere artistiche. Contestualmente si terrà anche il vernissage delle mostre allestite in alcuni garage privati, adibiti per l’occasione a speciali gallerie d’arte, in cui si potranno ammirare e acquistare oggetti d’arte

Ideato dall’associazione no profit MAAP Atelier d’Arte Pubblica, impegnata nell’applicazione di metodologie artistiche nello spazio sociale per il benessere collettivo, l’evento si concretizza grazie alla vittoria della seconda edizione del bando Creative Living Lab promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea e Rigenerazione Urbana del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e dedicato proprio alla riqualificazione condivisa delle zone periferiche.

Con i patrocini del MiBACT, della Fondazione Matera-Basilicata 2019 e del Comune di Matera, l’iniziativa prevede l’attivazione di dinamiche sociali, facilitate da pratiche artistiche.

Tra gli obiettivi la valorizzazione del talento dei luoghi, di spazi ibridi e interstiziali, il cambiamento di destinazione di edifici dismessi o abbandonati e il riconoscimento delle abilità individuali degli abitanti.

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