Tra riflessioni e connessioni. Ad Aliano (MT) si chiude la settima edizione de “La luna e i calanchi”

Sulle note dell’artista Enzo Avitabile si chiude la settima edizione della Luna e i calanchi, il festival della paesologia, dove la comunità di Aliano per 5 giorni è stata il centro di riflessioni e connessioni tra turisti e abitanti. L’ultima giornata del festival è come un risveglio da un lungo sonno. Come se per diversi giorni così tanti sono stati i dibattiti, le chiaccherate informali, la musica e le mostre, che dopo aver fatto il pieno, il turista ha bisogno di solitudine e riflettere su quello che ha vissuto nei 5 giorni. Il 2018 per il festival è stato un anno particolare, perchè Aliano era già stata candidata Capitale Italiana della cultura. E anche se la corsa non la vinse in quella occasione, si è dimostrata Capitale dell’empatia umana, per come riesce ad essere il via vai di storie e pellegrini provenienti da tutta Italia. Tanti, forse troppi sono i festival che ci sono in Basilicata, anche se la cultura non basta mai, ma Aliano riesce a catturare l’anima dei curiosi che decidono di sostare, e premia con forti emozioni chi decide di affrontare tanti km di strada e vivere un paesino che ricordiamo ha poco meno di 1000 abitanti. Ma il numero degli abitanti non conta, se si hanno le motivazioni giuste, un buon direttore artistico e la volontà di ferro, come quella del primo cittadino, che proiettano insieme, nel festival, l’immagine collettiva di come dovrebbero essere vissuti e animati i tanti piccoli centri della Basilicata.

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