Matera. Convegno Inner Wheel. La “Cripta del Peccato Originale” candidata al 5 per mille

Inner WheelMATERA – La manutenzione programmata quinquennale della Cripta del Peccato originale di Matera, nota come la “Cappella Sistina del rupestre”, sarà candidata entro il prossimo 31 maggio ai finanziamenti del 5 per mille del Ministero per i Beni culturali.

Lo ha annunciato ieri, a Matera, il presidente della Fondazione Zetema, Raffaello De Ruggieri, in occasione del convegno promosso dall’Inner Wheel sul tema “A Matera… sulle orme dei Longobardi”.

L’intervento, del costo di 80 mila euro, partirà nel 2015 e comprende anche le indagini biologiche, affidate all’Università di Roma 3, su una specifica tipologia di colonie batteriche simili alle alghe rosse presenti nell’ambiente rupestre.

La manutenzione degli ambienti segue all’azione di restauro realizzata dalla Fondazione, con l’apporto di centri di ricerca e di esperti, che ha portato alla progettazione del distretto culturale dell’habitat rupestre. Dal punto di visto storico-culturale l’intervento della professoressa Gioia Bertelli, professore ordinario di storia dell’arte presso l’Università di Bari, ha consentito di acquisire elementi poco conosciuti sulle pitture longobarde della grotta del Peccato originale.

Sul ciclo di affreschi, realizzato nel IX secolo d.C. operarono diverse maestranze di scuola beneventana di età longobarda. A dimostrarlo l’intonaco sovrapposto di un affresco per il piede dell’immagine del Creatore e di un cespuglio di fiori posto in prossimità della testa. E proprio le decorazioni floreali trovano nella Cripta del Peccato originale l’ultimo esempio realizzativo degli insediamenti longobardi, dopo la cripta della cattedrale di Benevento, la chiesa di Seppannibale di Fasano (Brindisi) e il monastero di San Vincenzo al Volturno. Un modo di decorare che troviamo in un mosaico con il motivo dei fiori rossi,tra l’817 e l’824, durante il pontificato romano di papa Pasquale I.

Interessanti anche gli studi sulla evoluzione della Cripta, che nacque con funzioni funerarie prima di essere affrescata, occupando lo spazio di un santuario delle acque di epoca ellenistica. Il rinvenimento di elementi fossili all’interno di una fossa scavata nella roccia e nel soprassuolo di un tomba del VII secolo con un paio di orecchini. Nella zona dovevano esserci dei villaggi. La professoressa Gioia Bertelli ha auspicato, quando si creeranno le condizioni, che si possa continuare l’esplorazione della gravina per capire quali siano state le funzioni delle varie grotte.

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