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A Matera, “Il mito” di Paolo Baratella

onda anomalaMATERA – Contesti di vita dimenticati e scomparsi, filtrati attraverso l’inconscio e portati alla luce con un linguaggio fatto di simboli. Sono quelli che caratterizzano le opere di Paolo Baratella, nella mostra “Il mito della caverna”, inaugurata ieri presso la Mediateca Provinciale di Matera e che sarà possibile ammirare fino al prossimo 21 novembre. Nel suo profondo rapporto col mito, Baratella fa emergere le esperienze primordiali dell’umanità, attraverso una rappresentazione che non è mai artificiosa o ampollosa. Incuriosisce, inoltre, la sottile ambivalenza sacro-profano, con riferimenti alla pittura simbolista, per l’allontanamento delle immagini dallo spazio e dal tempo, con proiezioni di valenza psicologica e spirituale. Quella di Baratella è un’arte che attraversa la storia dell’uomo, alla ricerca di proposte alternative al caos, alle nevrosi collettive, alle violenze, alle angosce e alle catastrofi del nostro tempo. La luce particolare dei quadri e la loro complessità porta l’osservatore in una realtà altra, attraverso una narrazione e una esecuzione pittorica ben miscelate e calibrate. Coi suoi identikit, in tecnica mista, in cui rivivono volti e personalità dei miti e della storia, da Bach a Cartesio, da Ulisse a Edipo, le tragedie dei nostri giorni, con l’onda anomala e l’11 settembre, e molto altro ancora, l’opera di Baratella è giunta così nella città dei Sassi, accolta all’interno dell’ex Convento dell’Annunziata.

 

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