I “Trash people” arrivano a Matera. Dalla Capitale Europea della Cultura il grido di allarme per salvare il pianeta

Sono silenti, ma gridano qualcosa.Sono tanti, all’apparenza anche inquietanti, ma se li si guarda con attenzione sembra come guardarsi allo specchio.Sono i trash people. Più di un’installazione artistica contemporanea; sono una comunità viandante di spazzatura. Uomini realizzati con gli scarti delle mancanza dell’uomo, intento a continuare a riempire il mondo e anche lo spazio di spazzatura. Il visionario artista tedesco Schult già vent’anni fa aveva immaginato questo momento di non ritorno per il genere umano. E continua imperterrito a girare il mondo per lanciare un messaggio di consapevolezza su quanto sia necessario un cambio di passo del genere umano sul modo di generare rifiuti e di guardare a un futuro green. E questa volta lo fa dalla Capitale Europea della Cultura. L’omaggio che l’artista fa alla città di Matera è anche di un’opera che si lega alla natura dei Sassi, in tufo e pietra. Per Fabio Di Gioia, il Curatore italiano dell’evento: «L’immagine di Matera, dei Sassi, di un posto unico al mondo per bellezza e storia suggeriva, specialmente coi riflettori accesi della cultura europea, la possibilità di rilanciare un severo e importante monito e di farlo però attraverso l’arte. Quella dei Trash People è una presenza dal duplice volto, allegro e nel contempo inquietante. Rispecchia il fatto che purtroppo i posti più magici del Pianeta sono stati tutti raggiunti dall’inquinamento umano, i fondi dei mari, i ghiacci perenni, persino oltre i nostri cieli si parla di una cospicua presenza di rifiuti spaziali. E’ il volto nascosto di quello che chiamiamo progresso. Dal 25 agosto i Trash People si mostreranno nei Sassi, a partire dal complesso monastico di S. Agostino, a sorpresa si affacceranno in seguito, uniti o sparsi per gruppi, come visitatori in vari punti di interesse della città. Il biglietto di ritorno dei Trash People è per fine ottobre e fino ad allora sarà possibile imbattersi, farsi fotografare e catturare le immagini delle istallazioni di Ha Schult visitando la città».

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