Per Lina Wertmuller arriva l’Oscar alla carriera

Matera. A Lina Wertmuller l’Oscar alla carriera. Scorre anche sangue lucano nella regista e sceneggiatrice dagli occhiali bianchi, figlia di un avvocato di lontane e nobili origini svizzere , proveniente da Palazzo San Gervasio. Prima donna in concorso al Festival di Cannes, nel 1972, con «Mimì metallurgico», e prima donna candidata dall’Academy, nel 1977 , come regista per il film Pasqualino Settebellezze , insieme ad altre tre nomination e una candidatura ai Golden Globe. Dall’esordio, nel 1963, con I Basilischi, ambientato in Basilicata, all’ultimo film diretto nel 2004, passando per “Travolti da un insolito destino” o “Film d’amore e d’anarchia”, a 90 anni riceve la celebre statuetta. Il riconoscimento le viene assegnato per essersi “distinta in modo straordinario lungo la sua carriera, e il contributo eccezionale dato al cinema”. “Sono molto grata per la decisione di assegnarmi questo premio – queste le sue prime parole all’AdnKronos dopo l’annuncio -. Un premio che non mi aspettavo affatto e che per questo è tanto più gradito, mi fa tanto più piacere. Certo gli americani, grazie a Dio, mi hanno sempre voluto bene”.

L’Academy of Motion Pictures ha annunciato che nel 2020 la Wermuller riceverà l’oscar alla carriera assieme, nientemeno, che  a David Lynch, Geena Davis e Wes Studi. Pasqualino Settebellezze ebbe un ottimo successo di pubblico negli Stati Uniti. E la stessa Wertmuller ebbe grande popolarità oltreoceano. Ed è di pochi giorni fa la fotografia, scattata a Cannes in occasione della proiezione della versione restaurata di Pasqualino Settebellezze, in cui si vede Leonardo Di Caprio stringere la mano di Lina Wertmuller, perché dalle parti di Hollywood la regista italiana è una delle grandi icone della storia del cinema. Già aiuto regista di Federico Fellini e autrice e regista di un pezzo di storia della tv italiana come Il giornalino di Gian Burrasca con Rita Pavone, sono soprattutto gli Anni Settanta ad averle iscritta al club dei grandi, anche grazie alla collaborazione con Mariangela Melato e Giancarlo Giannini , nove film con lui. “E’ il sodalizio di una vita – ha detto la Wertmuller”. Così Giannini al Lucania Film Festival, nel 2017, ai microfoni di TRM network: “I Basilischi è forse il più bel film di Lina, originale e curioso. Grazie a lei sono riuscito a fare dei personaggi che forse non avrei mai fatto”.

Dall’Istituto Capri nel Mondo e dall’Accademia Internazionale Arte Ischia, Pascal Vicedomini fa sapere che la campagna per la statuetta alla regista è stata sostenuta con vigore da Sofia Loren, Helen Mirren e Taylor Hackford: «Adesso manca solo la stella sulla Walk of Fame, abbiamo già avviato la richiesta alla Camera di Commercio di Hollywood».

Il sindaco di Palazzo san Gervasio, Michele Mastro e il conservatore della pinacoteca Camillo d’Errico Mario Saluzzi, a settembre 2018, hanno fatto visita a Lina Wertmuller, a Roma, per festeggiare il suo novantesimo compleanno, portando l’abbraccio di tutti i lucani, e con la consegna di una targa ricordo. Sempre a settembre 2018, la pinacoteca Camillo d’Errico con la Lucana Film Commission, il consiglio regionale il comune di Palazzo San Gervasio e la provincia di Matera, hanno organizzato , prima nel paese del Potentino e poi a Matera, una retrospettiva fotografica sulla vita della regista da Oscar.

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