Matera 2019, inaugurato il progetto I – Dea con la prima mostra a cura di Mario Cresci

Matera. Si alza ufficialmente il sipario sul progetto I-DEA “(Istituto Demo-Etno-Antropologico) e si apre alla città un rinnovato spazio d’arte, la Cava Paradiso. Contenuto nel dossier di candidatura di Matea 2019, I – DEA esplora e trasforma in opere artistiche gli archivi e le collezioni della Basilicata . Cinque artisti e designer sono stati invitati a curare altrettante mostre consecutive per l’intero anno, utilizzando gli archivi come punto di partenza, lavorando con una serie di materiali e documenti apparentemente sconnessi tra loro per esposizioni temporanee. La prima ha come tema “Due Culture-Artefatti e Archivi” ed è curata da Mario Cresci: include materiale proveniente dalla seconda metà del XX secolo e i primi decenni del XXI secolo utile ad esplorare l’intersezione di diverse culture – umanistica e scientifica – della Basilicata, attraverso fotografia, artigianato, scienze. E’ possibile ammirare fotografie di taglio antropologico in bianco e nero di una Basilicata scomparsa tratte dall’archivio dello stesso Cresci e di Mimmo Castellano, sculture lignee intagliate di Giuseppe e Giovanni Di Trani o ispirate alla preistoria, a rituali della tradizione locale o africana di Gianfranco Lionetti, mappe del ‘500 dell’Archivio di Stato di Matera e quelle planetarie del Centro di geodesia spaziale della città lucana, installazioni con le lezioni di geometria del poeta, scrittore e ingegnere Leonardo Sinisgalli. Oltre alle esposizioni permanenti, nella Cava Paradiso sono previsti workshop, performance,talk e altri momenti di approfondimento.

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