BNCR: tra gli archivi regionali, anche l’Archivio Sonoro della Basilicata

ROMA – Oggi, 13 marzo, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si è tenuta l’inaugurazione della Rete degli Archivi Sonori di Musiche di Tradizione Orale.

Promosso dall’associazione culturale Altrosud, il progetto ha comportato anni di lavoro nell’intento di costituire una rete di archivi sonori che, su base regionale, potesse restituire alle comunità locali documenti particolarmente significativi delle proprie tradizioni musicali. Realizzato in collaborazione con le principali strutture di settore, dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia al Centro di Dialettologia ed Etnografia di Bellinzona, con il concorso di numerosi ricercatori privati che hanno messo a disposizione i propri archivi e il contributo, negli anni, della Direzione Generale per gli Archivi del MiBACT, delle regioni Basilicata e Puglia, il progetto si è progressivamente esteso a sei regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Marche, Puglia e Umbria. Con circa 12.000 documenti già catalogati e immessi nel sistema di fruizione e altrettanto materiale già acquisito ma ancora da catalogare, la Rete degli Archivi Sonori si configura come una delle più rilevanti iniziative realizzate in Italia nell’ambito della valorizzazione dei patrimoni immateriali dopo la ratifica della relativa Convenzione UNESCO da parte del nostro Parlamento. Un’iniziativa che trova ora la sua consacrazione con l’inaugurazione di una sede nazionale dove i diversi dati documentari (sonori, audiovisivi e fotografici) potranno essere consultati su una teca unitaria, e non più solo su base regionale, e dove si spera di proseguire con rinnovato slancio il cammino intrapreso.

 Tra i sei archivi regionali, anche l’Archivio Sonoro della Basilicata che, in attesa di essere inaugurato anche in regione, arriva a Roma con la sua ricca dotazione di suoni e immagini, dai documentari di Luigi Di Gianni alle registrazioni lucane di Roberto Leydi, dalle ricerche di Annabella Rossi sulle devozioni mariane alle narrazioni autobiografiche raccolte da Aurora Milillo, dalle fotografie di Franco Pinna ai fondi depositati da illustri ricercatori stranieri come Mariko Kanemitsu e Steven Feld fino alle più recenti ricognizioni fotografiche di Stefano Vaja assieme alle rilevazioni sonore e audiovisive di Nicola Scaldaferri che hanno ripercorso tutto il territorio regionale sulle tracce delle storiche ricerche di Ernesto De Martino e Diego Carpitella.

La Rete degli Archivi Sonori di Musiche di Tradizione Orale si inserisce in un progetto molto vasto di valorizzazione e promozione della ricerca dialettologica e linguistica che la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma considera fondamentale. In tale contesto si inserisce la riflessione incessante sul pensiero e sull’opera di Tullio De Mauro, cui dal 2017 è intitolata la Sala di linguistica e letteratura che, tra le altre cose, conserva e mette a disposizione il suo fondo librario. Sempre di questi ultimi anni è l’acquisizione, nel 2018, del Fondo appartenuto al centro di documentazione della poesia dialettale “Vincenzo Scarpellino”, fondamentale per gli studi dialettologici.

 

 

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