Bari, in cattedra il Nobel per la chimica Dubochet: “Sono dislessico e andavo male a scuola”

Lo scienziato francese ha tenuto una lectio magistralis agli studenti del corso di laurea in scienze biomediche

A Bari la lectio magistralis del chimico svizzero, premio Nobel 2017, Jacques Dubochet

Sono dislessico, sono stato un pessimo studente e addirittura a 16 anni sono stato cacciato da scuola. E oggi sono qua con un Premio Nobel.

Dislessico, somaro a scuola e premio Nobel per la chimica. Non è Einstein, peraltro fisico, sulle cui vicissitudini educative molto si è romanzato, ma Jacques Dubochet, insignito dodici mesi fa dell’ambito riconoscimento a Stoccolma e padre, insieme a due colleghi, dell’osservazione criogenica in laboratorio. Il segreto, a quanto pare, è non prendersi troppo sul serio, vista la lectio magistralis tenuta a Bari di fronte ai ragazzi del corso di laurea in Scienze biomediche.

La mia fortuna è stata quella di incontrare sul mio percorso accademico il professor Edouard Kallenberger, che stava creando dal nulla l’ingegneria biologica molecolare. Io stavo studiando fisica, e decisi di dedicarmi alla biologia. E fu così che cominciai a occuparmi di microscopia. Ora, il problema più grande che riguarda la microscopia è la presenza dell’acqua, e dal momento che siamo fatti soprattutto di acqua e poi anche di qualche altra cosa, se la rimuovi non ci resta granché. E’ necessario rimuoverla, dal momento che l’elettrolisi provoca la caduta anche con l’aria, figuriamoci quando si crea il vuoto. E le osservazioni microscopiche vanno fatte creando il vuoto, e nel vuoto l’acqua evapora. Gli scienziati hanno lavorato molto negli anni per trovare una soluzione, perché se vogliamo osservare un virus e lo priviamo dell’acqua, quello collassa. Per questo l’idea è stata quella di un congelamento che si chiama vetrificazione, in grado di gelare l’acqua velocemente evitando la cristallizzazione. Così come è possibile congelare il campione, rimuovendo poi l’acqua allo stato solido.

Una lezione che ha affascinato i ragazzi, che hanno affollato l’aula magna del dipartimento di Bioscienze in cerca di ispirazione. In fondo, c’è tempo, se Dubochet, come tanti altri, è stato premiato con il Nobel ben oltre i 70 anni.

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