Mogol si racconta a Matera e sogna un teatro

Matera – Il suo nome è garanzia di qualità, eccellenza, successo, competenza e professionalità. Lui ha scritto la grande musica italiana, scoperto talenti e prodotto canzoni che emozionano, ancora oggi, intere generazioni. Mogol è il più grande autore della musica italiana, conosciuto da tutti e apprezzato in ogni parte del pianeta. Si è raccontato a Matera, in una serata sotto le stelle, nella terrazza di Palazzo Lanfranchi, su iniziativa della Camerata delle Arti.

Musica e parole hanno reso omaggio ad un uomo straordinario che ancora oggi – dopo oltre mezzo secolo di carriera – porta avanti progetti e iniziative ambiziose, come l’ insegnamento della musica pop nei conservatori, dopo un periodo di formazione nel suo Centro Europeo di Toscolano o il debutto nell’opera lirica con ” La capinera”, con le musiche di Gianni Bella, e che l anno prossimo potrebbe arrivare a Matera.

“Emozioni” , “Il mio canto libero” , “Acqua azzurra” “Amor mio”, i racconti di Mogol alternati alle sue canzoni, con l’orchestra di Puglia e Basilicata diretta da Valter Sivilotti , con le voci di Daniela Sornatale, Maria Grazia e Rita Zingariello. Intensa l’interpretazione del tenore Francesco Zingariello che ha chiuso la serata con “Dormi amore”, scritta da Mogol per Celentano.

Mogol è un uomo attento e da grande amico della Basilicata non ha potuto non evidenziare l’amarezza per la mancanza di un teatro degno di una Capitale Europea della Cultura e che abbracci l’intero comprensorio. All’appello di realizzarne presto uno, Mogol ha fatto riferimento al teatro Lyrick di Assisi – ricavato da un ex stabilimento chimico – donato alla città e realizzato da un americano, Ruchard Leach: “Un cubo- ha detto Mogol- ma dentro è una cosa meravigliosa”.
Oggi è uno dei teatri moderni più funzionali d’Italia ed ospita le più grandi produzioni internazionali.

Una buona idea per Matera, lanciata dal più grande poeta della canzone italiana.

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