Matera 2019. Il ministro Bonisoli punta sull’effetto Wow

“Matera 2019 deve diventare una delle principali attività all’interno di un più grande e complessivo sforzo di diplomazia culturale che mi impegno a portare avanti per il tempo che servirò il Paese in questo ruolo”

Alberto Bonisoli, ministro dei Beni e delle Attività culturali sembra avere le idee chiare. Almeno stando ai contenuti dell’audizione che si è svolta martedì mattina (10 luglio) a Roma nella sala del Mappamondo di fronte alle Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato.

Il ministro, fresco di visita nella Capitale Europea della Cultura 2019, dove è stato la settimana scorsa con la collega Lezzi (ministro per il Sud) nell’esporre le linee programmatiche del suo dicastero segna in rosso nella sua agenda il nome della città lucana: “Ho visto che ci sono dei ritardi che, pur non essendo esperto di Lavori Pubblici, credo non potranno essere recuperati”. In ogni caso aggiunge “stiamo parlando di Matera Capitale della Cultura, non dei Lavori Pubblici: quindi per quanto mi riguarda la risposta a questo ritardo è esagerare sull’altro fronte (quello Culturale NdR)”.

“E’ una chiamata alle armi” sottolinea Bonisoli “dobbiamo mobilitare le risorse culturali di questo Paese perchè abbiamo ora questa vetrina e poi non ce l’abbiamo più”.

Poi rivolgendosi all’uditorio ha ricordato il caso Expo in occasione del quale “nessuno ha messo in dubbio le capacità gestionali di Milano” certo “Matera non è Milano” ha proseguito “ma ci stiamo giocando la credibilità che ha il Mezzogiorno di gestire iniziative di un certo tipo”.

“Anche a Milano eravamo in ritardo” ha concluso Bonisoli “ma qui bisognerà fare di più lavorando anche di creatività per tirare fuori cose nuove, spiazzanti, innovative: il cosiddetto ‘effetto Wow’ che sconvolgano e stupiscano il mondo”.

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